Addio a Werner Schroeter, eccentrico regista gay tedesco

Se ne va dopo una lunga malattia uno dei più importanti esponenti del Nuovo Cinema Tedesco. Realizzò “Malina” e “Nuit de chien”. Autore di un cinema barocco e anarchico, aveva appena compiuto 65 anni.

È morto lunedì scorso, nella notte, il regista tedesco Werner Schroeter, uno dei più importanti esponenti del Nuovo Cinema Tedesco, grande sperimentatore del mezzo cinematografico, amico di Fassbinder per il quale fu attore in “Attenzione alla puttana santa”. Soffriva da tempo per un tumore. Cinque giorni prima aveva compiuto 65 anni. A gennaio gli era stato assegnato uno speciale Teddy Award alla carriera e due anni fa la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove presentò in concorso l’ultimo film, “Nuit de chien” con Pascal Greggory e Bruno Todeschini, gli aveva attribuito un Leone per il complesso della sua opera realizzata in quattro decenni di attività.

Dichiaratamente gay, aveva iniziato la sua attività collaborando con Rosa Von Praunheim nel circuito underground ed era noto anche come regista d’opera. Il suo cinema barocco e anarchico, visionario e non allineato, racconta soprattutto di outsiders tormentati e non ha mai avuto successo commerciale. Tra i titoli a tematica gay ricordiamo “The Rose King” sul rapporto problematico tra una vedova portoghese depressa e suo figlio, un ragazzo omosessuale con cui vive sola in una fatiscente tenuta dove vengono coltivate rose rosse. L’equilibrio emotivo tra i due viene turbato quando il figlio si invaghisce di un giovane bracciante.

Il suo film più celebre resta però “Malina” del 1991, in concorso a Cannes, tratto da un romanzo autobiografico di Ingeborg Bachmann e sceneggiato dall’austriaca Elfriede Jelinek, futuro premio Nobel per la Letteratura. Nel ruolo del personaggio principale, una scrittrice con problemi di nevrosi e sdoppiamento della personalità a causa di un padre incestuoso, un’indimenticabile Isabelle Huppert che Schroeter volle undici anni dopo come protagonista di “Deux”.

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Amava molto l’Italia, in particolare Napoli e Palermo, a cui dedicò “Il regno di Napoli” e “Palermo oder Wolsburg”. Nel primo di questi, Ida Di Benedetto interpreta il ruolo di una lesbica facoltosa.

Di lui un giovane Wim Wenders disse nel lontano ’69: “I film di Werner Schroeter sono come ci si augura che siano i film con Marilyn Monroe; come in realtà ci si augura che sia ogni cosa, soprattutto al cinema”.