Adesso scoprono i gay… E credono che siano cretini

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In questa campagna elettorale in troppi si affannano a chiedere il voto al mondo gay.

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È curioso il modo in cui il mondo politico di Roma ha scoperto l’importanza del "voto gay" e come ha reagito alla scoperta, vale a dire troppo tardi, e troppo poco.

Evidentemente allarmato da sondaggi che non vanno nel senso sperato, ha scatenato una campagna mediatica furibonda contro la canditura di Franco Grillini a sindaco di Roma mobilitando (nel giro di appena 48 ore) il sindaco gay socialista di Parigi ed il sindaco gay socialista di Berlino a favore di Veltroni e di Rutelli.

E dopo che Grillini ha dichiarato di volere la "soluzione zapaterista" e i matrimoni gay anche in Italia, ha trovato buoni da sbandierare, nel mazzo degli auguri degli altri leader socialisti europei a Veltroni e Rutelli, quelli dell’ex reprobo José Luis Zapatero (quello cioè della "deriva zapaterista"  contro la quale Veltroni ha dato sempre ampie rassicurazione ai cattolici del suo partito, tanto per rinfrescare la memoria).

Ha poi fatto scendere in campo il gay (ex candidato di Forza Italia) Cecchi Paone, che ha dichiarato il suo sostegno a Rutelli, elevandolo ad unica figura di politico che capisca i problemi dei gay (mentre Grillini no: "non ho condiviso la sua scelta ed i toni duri e negativi della sua campagna elettorale", cioè la sua difesa intransigente della laicità), ed ha schierato in campo la (semisconosciuta ai più) propria candidata Anna Paola Concia (per l’occasione elevata al rango di "storica leader" (sic) "del movimento per i diritti delle persone omosessuali").

Concia ha lodato Rutelli per il suo "programma moderno, avanzato e innovativo, da sostenere perché venga realizzato in tutte le sue parti con il contributo della comunità gay".

Decisi a raschiare anche il fondo del barile, hanno infine mobilitato Imma Battaglia (che ha sparato: Votare per Grillini equivale votare per la destra omofoba), nonché "Polis Aperta, associazione dei gay in divisa" che ha "ringraziato il Gen. Del Vecchio" (quello del "I gay sono inadatti a far parte dell’esercito" di qualche giorno fa…) "per la sua disponibilità ad incontrare la loro associazione". Wow, commovente.

A ulteriore segnale della paura del fin qui schifato elettorato laico e gay, paura che ora scuote il campo rutellian-ruiniano, da un lato Veltroni scopre improvvisamente che i cosiddetti "Cus sono un’ipotesi positiva, importante. Penso si possa arrivare in tempi brevi senza spaccature nel Paese all’approvazione di una legge", dall’altro Paola Binetti, capofila dei 120 teodem che il Centrosinistra eleggerà dopodomani, stoppa preventivamente Veltroni dichiarando che "Una legge sulle coppie di fatto e il testamento biologico non avverrà mai in Italia".

Le ha tenuto bordone l’avversario ma correligionario Luca Volontè (Udc), che ha già liquidato come "sparata elettorale" l’audacissima proposta di Veltroni. Altro che "tempi brevi senza spaccature nel paese": i siluri sono partiti prima ancora del varo della nave. Ma Veltroni, quando crede di darcela a bere senza che noi notiamo le contraddizioni in quanto afferma, ci fa, o ci è? O tutti e due?

Non invidio la posizione dei politici del campo rutellian-ruiniano. Per anni hanno trattato la questione omosessuale come un semplice fastidio, un tafano che ronzava attorno a loro. Il loro atteggiamento è stato quello di Stalin col Vaticano: "Quante divisioni di carri armati ha il Vaticano, per pretendere di dettare condizioni?". E si è poi visto come andò a finire…

Per risolvere una volta per tutte la questione dei "tafani" e della loro cocciutaggine nel proporre leggi sui Pacs e sui matrimoni gay e contro l’omofobia (tutte osteggiate dalla Chiesa), a questa tornata il mondo politico ha azzerato la rappresentanza lgbt in Camera e Senato. Nessuno dei rappresentanti lgbt eletti nella scorsa legislatura appare fra i "nominati", cioè da coloro che sono stati graziati con un posto sicuro nelle liste di alcun partito. Entrerà solo Anna Paola Concia (to’! Un nome che ho appena sentito da qualche parte), e nessun altro/a (a meno di un miracolo, auspicato per nulla probabile).

Eppure la campagna di Grillini ha mostrato, in queste settimane, che anche chi non possiede divisioni di carri armati alla fine può spuntarla, se ha idee valide da proporre e il coraggio di esporle, e se i suoi avversari si ostinano a cercare di invertire il corso del fiume della storia.

È quasi certo che Rutelli pagherà i suoi decenni di lotta contro i diritti civili gay, la laicità, le unioni civili, vedendo sfumare la sua speranza di passare al primo turno. Molti elettori dell’Arcobaleno, non riuscendo a digerire Rutelli, hanno infatti dichiarato che daranno il voto disgiunto a Grillini. Il circolo Mario Mieli, che politicamente appoggia l’Arcobaleno, ha fatto esplicitamente campagna per il voto disgiunto a Grillini. E ad un certo punto sia Bertinotti che Giordano, presi dal panico, hanno attaccato pubblicamente il voto disgiunto, ricordando che il loro candidato, fino a prova contraria, è l’invotabile Rutelli.

Siamo giunti al punto che addirittura i gay di centrodestra, quelli di Gay Lib, hanno fatto campagna per il voto disgiunto a favore di Grillini.

Accortisi di avere sottovalutato la voglia di laicità che nel paese sta montando anno dopo anno, presi in contropiede dalla (piccola) marea di consensi che ha suscitato la candidatura di Grillini, i responsabili del fronte ruinian-rutelliano sembra abbiano deciso di ricorrere al metodo della celebre battuta: se un popolo si ostina a licenziare il governo, la sola alternativa che resta al governo è licenziare il popolo….

Gli omosessuali sono testardi, cattivi, si ostinano a non capire quanto sia laico Ruini (che ci crediate o no, Ruini viene spacciato dai suoi scherani come maestro di laicità ) e quanto sia pro-gay Rutelli? È ora di farla finita con questo popolo testardo e ingrato. Licenziamolo, e creiamocene un altro. È ora di creare un gruppo di omosessuali bravi e buoni, che applaudano a comando, e che parlino a nome di tutte le persone omosessuali spiegando, ogni volta che serva, quanto le persone omosessuali amino Rutelli, Ruini e Veltroni.

Ebbene, specifico fin d’ora che la prassi di paracadutare persone che nessuno ha mai visto né sentito e iniziare a presentarle come i "veri" portavoce della comunità lgbt può avere successo in alcuni contesti, ma che il contesto in cui ci troviamo oggi non può funzionare. Queste cose funzionano bene su comunità disperate e senza alternative. Ad esempio i nazisti riuscirono a far eleggere autorità ebraiche "ragionevoli", convinte della possibilità di "discutere" e "trattare" con loro, in cambio di razioni di cibo maggiori, un po’ di potere, e vari privilegi. Tra questi privilegi, quello di essere deportate nei lager per ultime…

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