Il giudice Marco Gattuso: perchè la sentenza di Milano è storica

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Intervista al giudice bolognese: la sentenza di ieri, la stepchild, le prospettive

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Marco Gattuso è Giudice del Tribunale di Bologna e fondatore e direttore di Articolo 29 , un sito internet dedicato a “famiglia, orientamento sessuale ed identità di genere” e codirettore della Rivista GenIUS , Rivista di studi giuridici sull’orientamento sessuale l’identità di genere. L’anno scorso, Marco si è sposato a Berlino col suo compagno. Dopo lo “scoop ” di ieri, quando Articolo 29 ha pubblicato per primo la sentenza storica della Corte di Appello di Milano, lo abbiamo intervistato.

Marco, in che senso la sentenza milanese può definirsi storica?

La sentenza si inserisce nel solco di numerose altre decisioni con le quali la magistratura si sta occupando della tutela dei bambini, figli di coppie dello stesso sesso. Questa sentenza è particolarmente importante perché ribadisce che il riconoscimento giuridico del genitore cd. “sociale” (non biologico) è nell’interesse del bambino ed individua lo strumento più opportuno in una adozione “piena e legittimante”, equiparando così tale relazione genitoriale a quella di qualsiasi altro genitore e figlio. Mi pare, poi, che non sfugga a nessuno che dopo la storica condanna dell’Italia da parte dei giudici europei per la violazione dei diritti umani delle famiglie gay e lesbiche, il silenzio del Legislatore sia divenuto.. assordante e in questa situazione i giudici sono tenuti quindi a dare tutela diretta ai diritti fondamentali violati, anche in assenza di una legge ordinaria.

E’ probabile che ci sia un ricorso in Cassazione? Cosa ti aspetti dal terzo grado di giudizio? Con quali tempi?

Non sappiamo ancora se la decisione sarà impugnata nè possiamo prevedere cosa dirà la Cassazione. In ogni caso anche i giudici della Cassazione dovranno mettere al primo posto l’interesse della minore. Nonostante le tante polemiche e i tanti dubbi nel dibattito pubblico, è infatti assodato in diritto che la identità di genere dei genitori non comporta alcun danno per i figli, è un dato ormai scientificamente appurato, come ribadito da sentenze della Corte europea dei diritti umani, di vari Corti costituzionali (tedesca, spagnola ecc..) e dalla stessa nostra Corte di Cassazione che nel 2013 ha affermato che sostenere che vi sia un pregiudizio per i figli di una coppia omosessuale è frutto di un «mero pregiudizio».

Cerchiamo di far capire ai nostri visitatori. Questa sentenza riguarda quindi una coppia di donne sposate con una bimba che aveva già una sentenza di adozione: tale sentenza ieri per l’appunto è stata riconosciuta in Italia. Per le coppie dello stesso sesso con figli in Italia e sposate all’estero, quindi, si apre definitivamente una “via giudiziaria” alla stepchild adoption, in attesa della legge sulle Unioni Civili?

Ovviamente si tratta ancora di una sentenza non definitiva. Per avere un indirizzo uniforme, che sarà seguito da tutti i tribunali, dobbiamo aspettare la decisione della Corte di Cassazione. Direi però che certamente i giudici italiani stanno tenendo fede al loro dovere costituzionale di tutelare sempre e comunque l’interesse superiore dei bambini, come ci è imposto non solo dalla Costituzione ma anche da vari trattati internazionali.

Perdonaci la schiettezza ma vogliamo capire. In mancanza di una legge, una coppia omogenitoriale quanto tempo deve attendere e indicativamente quante spese legali deve sostenere per adottare il proprio figlio, sperando in un positivo accoglimento della richiesta?

Sui costi dipende dagli avvocati (vi sono comunque delle tabelle di riferimento), anche sull’opportunità di partire con una causa bisogna consultarsi con un bravo avvocato che valuti con molta attenzione il caso concreto, mentre sui tempi possiamo parlare di un anno, un anno e mezzo circa per la decisione di primo grado. Comunque al momento consiglierei a tutti molta prudenza, in questa fase, meglio evitare spese e delusioni ed attendere una decisione della Corte di Cassazione..

Questa “via” ovviamente non riguarda le coppie con figli che non siano sposate all’estero. Per loro ci sono altri strumenti giudiziari da azionare per riconoscere la doppia maternità o paternità?

Vi è la strada della cd. “adozione di casi particolari” aperta dal tribunale per i minorenni di Roma che ha consentito l’adozione da parte della co-mamma, strada avallata oggi anche dalla Corte d’Appello di Milano. Anche qui è molto importante, sino a che non si esprima la Corte di Cassazione, agire con molta prudenza, caso per caso.

Confermi che la stepchild riconosciuta ieri sia più forte di quella prevista nel ddl Cirinnà? In che senso?

Mentre il Parlamento si arrovella sulla “adozione in casi particolari” la Corte d’Appello di Milano riconosce una “adozione piena”. In questo caso l’equiparazione con qualsiasi altro genitore è totale, ad esempio anche i parenti del genitore diventano giuridicamente nonni, zii, cugini della bambina. Siamo sotto Natale.. e chiunque capisce l’importanza che hanno queste relazioni per un bimbo..

Quindi che giudizio dai della stepchild adoption come oggi è inserita nel ddl Cirinnà?

È un primo timido passo. Ci permette di proteggere meglio i bambini, ci avvicina al resto dei paesi occidentali e ci evita al momento ulteriori condanne in Europa. Purtroppo vi sono molte resistenze nel mondo politico, a volte inesattezze e moltissima confusione (il senatore del pd Vannino Chiti scriveva qualche giorno fa sull’Avvenire che in Germania ci sarebbe l’affidamento e non la stepchild adoption, ma la cosa è semplicemente falsa, in Germania c’è la stepchild adoption da anni..). La cosa buona è che i giudici sanno con molta chiarezza che loro compito è tutelare i bambini, che hanno bisogno di crescere oggi e non possono certo aspettare..

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