Venezia: ‘Affitto a studenti, anche gay, ma no a salviniani’

Nessuna discriminazione politica, secondo l’autore del post, bensì una condizione per vivere pacificamente.

Sugli affitti, negli ultimi anni ci siamo quasi abituati a notare discriminazioni razziste e omofobe. Tra chi non voleva nel proprio appartamento studenti di colore, o chi non voleva ospitare nel proprio b&b animali e omosessuali, abbiamo anche trovato chi preferiva affittare solamente a persone LGBT. Ma a Mestre, a 10 minuti da Venezia, arriva l’annuncio:

A studenti (ragazzi) puliti e gay-friendly, NO salviniani: liberi due posti in doppia da settembre a Mestre.

L’offerta di questo appartamento è apparso in un gruppo Facebook per chi cerca o offre una stanza in affitto nel capoluogo veneto, e in particolare a Mestre.

La motivazione dello studente di Venezia

L’utente che ha pubblicato l’annuncio è stato poi raggiunto da Il Gazzettino, che gli ha chiesto perché preferirebbe avere come coinquilini dei “non salviniani”. La sua risposta:

A settembre i miei coinquilini se ne andranno quindi sto cercando altre persone che possano sostituirli. Da quanto vivo a Mestre? Sono in città da tre anni e premetto che non si tratta affatto di una discriminazione verso opinioni politiche diverse, ma di valori umani. Il mio “no” è rivolto a tutte le persone che sostengono quel genere di valori, diametralmente opposti ai miei, che andrebbero a creare incompatibilità tali da impedire una convivenza pacifica. In un’epoca in cui è già abbastanza doloroso convivere quotidianamente con razzismo, sessismo, omofobia e tutte le altre forme di odio irrazionale, io reclamo perlomeno il diritto di vivere tranquillamente tra le mura di casa mia.

Una motivazione più che giusta, quella dello studente dello IUAV di Venezia, che non vuole nulla se non convivere pacificamente con i suoi futuri coinquilini. E come dargli torto? Poi prosegue, precisando:

Il “NO salviniani” è scherzoso, ma le motivazioni che ho dato sono profonde. Preferirei un’atmosfera di accettazione piuttosto che di discriminazione, purtroppo negli ultimi tempi la situazione è degenerata nella vita quotidiana e nei discorsi della gente. Succede continuamente di scontrarsi per idee che sono ormai agli opposti: per questo cerco almeno i coinquilini più adatti ad una convivenza pacifica in casa. Tutto qua. E, comunque, l’esperienza con un coinquilino salviniano l’avevamo già fatta, e siamo rimasti scottati perché se ne è andato senza pagare la quota delle bollette.

Nessuna discriminazione, quindi. Ma semplicemente, la speranza di poter continuare a essere aperti e tolleranti, almeno in casa propria.

Ti suggeriamo anche  Coppia gay respinta a un massaggio per 2 persone: vale solo per uomo e donna

7 commenti su “Venezia: ‘Affitto a studenti, anche gay, ma no a salviniani’

  1. non vorrei sembrare volgare nei toni, ma in un gruppo dichiaratamente gay certi toni sono usuali… ognuno ha il diritto di fare entrare a casa sua le persone che vuole… ne piu e ne meno come ha il diritto di fare entrare nel culo quello che vuole… gli spazi reali e gli spazi virtuali sono una espansione del proprio spazio fisico… varcarli senza permesso costituisce aggressione, e mettere barriere costituisce una legittima difesa preventiva….
    ovviamente se fosse lui a finire senza casa si suppone che preferirebbe restare sotto un ponte piuttosto che finire inquilino di un salviniano…

      1. Essere neri o gay non è una colpa; essere salviniani è una scelta e per me una colpa quindi nessun razzismo ( da razza) ma la scelta di non avere salviniani nella propria casa.

  2. Il mio compagno aveva 17 anni io 27 e ci siamo innamorati; sono passati 40 anni e non ci siamo mai lasciati neanche un giorno e due anni fa abbiamo contratto l’unione civile. Io secondo alcuni dovrei condividere la mia casa con chi se potesse mi toglierebbe dei sacrosanti diritti e mi considera cittadino di serie inqualificabile? Benissimo ha fatto lo studente di Venezia e dovrebbe essere di esempio.

  3. Secondo me si confondono 2 cose. Un conto è essere proprietario di una casa da affittare ed allora non si può dire non l’affitto a tizio perchè è gay o salviniano. Un’altra cosa è doverci convivere con qualcuno. Nel caso di chi è proprietario, si sceglie a chi affittare la casa, ma il proprietario non ci convive con l’affittuario, nel secondo caso, che è quello del ragazzo di Genova, invece si sceglie uno con cui CONVIVERE. Le cose sono MOLTO diverse.

Lascia un commento