AGGREDITO E PICCHIATO

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Michele Bellomo, presidente dell'Arcigay di Bari è stato aggredito in una sezione DS del capoluogo pugliese

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La notizia è di oggi pomeriggio: Michele Bellomo, presidente dell’Arcigay di Bari, è stato aggredito e picchiato in una sezione DS del capoluogo pugliese. Lo ha affermato il deputato dei Democratici di Sinistra, Alba Sasso, dandone notizia all’ANSA.
Le minacce a Bellomo erano cominciate nell’ottobre scorso, nella rete del web. «Noi dell’Arcigay facciamo anche un servizio di “aiuto” sulle chat – ha raccontato in un’intervista a Repubblica lo stesso Bellomo- in favore di coloro che ancora non vivono bene la propria sessualità. Durante una di questa chiacchierate, hanno scritto: “Il Gay Pride sarà una strage, Bellomo verremo tutti sotto casa tua”. Io ho presentato denuncia alla Polizia postale, ma loro poi sotto casa ci sono venuti».
A metà dicembre sui lati del portone dello stabile dove abita Michele Bellomo comparvero delle scritte che recitavano: “07 06 2003 (data del Pride): ci sarai………forse no” e viene siglata con una croce celtica; l’altra scritta recita: “noi ci saremo” e la croce celtica anche questa volta conclude la frase.
In quell’occasione l’Arcigay di Bari emise un comunicato stampa nel quale chiedeva “un impegno visibile delle amministrazioni pubbliche: l’ignoranza, l’omofobia, il razzismo, non si possono debellare solo patrocinando gratuitamente iniziative come il BariPride2003 ma organizzando incontri, momenti pubblici, spazi dove potersi confrontare e crescere. Solo il confronto libero, democratico e scevro da pregiudizi può consentire la crescita della nostra società e di coloro che rifiutano il “diverso”. L’istigazione alla violenza e alla non accettazione di tutte le espressioni dell’umano sentire di alcune parti politiche, genera, molto spesso, proprio simili atti di razzismo. Arcigay dice BASTA e continuerà a lavorare diffondendo i valori di cui è portatrice la comunità GLBT, affinché anche le persone più intolleranti possano imparare a rispettare l’essere umano in quanto tale”.L’omofobia andava in crescendo in quei giorni: un gruppo si presentò sotto casa di Bellomo per insultarlo dopo pochi giorni dalla comparsa della scritta, e ancora fuori del liceo di Barletta dove si era recato. Infine un altro attacco verso la fine di dicembre, davanti alla sede dell’emittente radiofonica “Controradio”, dove Bellomo stava rilasciando un’intervistaintervistando.
Bellomo sentendosi braccato si trasferì a Roma, ospite del Circolo “Mario Mieli”.
Intanto il 28 dicembre il ministro dell’Interno Pisanu predispose la “vigilanza rafforzata” per Bellomo e gli concesse la scorta. Almeno “un elemento positivo” – come lo definì Franco Grillini, deputato DS e presidente onorario dell’Arcigay – in tutta questa triste storia,
Ma proprio due giorni fa tale scorta gli era stata tolta, anche se il deputato Alba Sasso (Ds), ed altri colleghi di partito avevano sollecitato il ministro dell’interno a prorogare la scorta a Bellomo.

di Roberto Russo

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