AGGUATO ANTIGAY A TORINO

Picchiati col pugno di ferro al grido "Finocchi di merda". Ma i cinque ragazzi aggrediti sul Lungo Po tra l’indifferenza della gente non ci stanno. E denunciano tutto.

TORINO – Cinque ragazzi gay sono stati picchiati selvaggiamente durante una serata mista in discoteca al Jammin’, uno dei più affollati e trendy locali torinesi che si affacciano sul Po, ai Murazzi. L’aggressione è avvenuta verso le 2.30 di domenica 16 giugno ma solo adesso due dei cinque, in collaborazione col Coordinamento Gay Lesbico e Trans di Torino (Maurice, Informagay, Arcitrans, Davide e Gionata, Philadelphia, Egg) hanno avuto il coraggio di raccontare la scioccante esperienza convocando una conferenza stampa presso il circolo Maurice.

I ragazzi, ancora sotto shock, preferiscono l’anonimato: B. di 26 anni, studente di lingue, e P. di 22, educatore.

B. racconta: «Eravamo all’interno del locale quando tre persone dall’aspetto ‘truzzo’, come diciamo noi, hanno iniziato a insultarci dicendo ‘finocchi di merda’ e poi ci hanno aggredito. C’erano anche altri in quel gruppo. Quando ho sollecitato l’intervento, i buttafuori non sono intervenuti subito. Poi tutto è continuato fuori. Dall’aggressione in disco al pestaggio sul lungo Po non è arrivato nessuno ad aiutarci. Avevano anche oggetti contundenti: un pugno di ferro e un coltellino. Io sono stato picchiato fuori dopo essere stato inseguito. Sono passati tre quarti d’ora fino al momento in cui sono intervenute le forze dell’ordine. Qualcuno aveva di nascosto chiamato il 113. Siamo finiti in tre al Pronto Soccorso: a me sono state diagnosticate contusioni al ginocchio sinistro e un edema retinico all’occhio, ad altri ferite, contusioni e un trauma facciale, un naso rotto. Tre di noi hanno deciso di esporre poi una denuncia congiunta. Secondo me erano persone violente che hanno trovato un bersaglio facile in un gruppo di gay. C’erano testimoni ma nessuno è intervenuto a parte alcuni marocchini all’esterno del locale».

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Gigi Malaroda del Circolo Maurice ha detto di «aver proposto al Comune iniziative di informazione in questo senso. Abbiamo bisogno di garanzie nei locali: i ragazzi devono poter passare tranquillamente le serate fuori».

Franco Mittica, presidente di Informagay, ha consigliato: «Se vi capita un fatto del genere, rivolgetevi alle associazioni per fare esposti, chiedete conto anche alle forze dell’ordine» mentre Davide Blanc della neonata associazione EGG (Espressione Gay Giovanile) ha ricordato che «L’omofobia è in aumento. Il Fuan ha tappezzato l’università di croci celtiche».

«L’adolescente gay vive uno stress emozionale fortissimo» ha confermato Laura Manfredi dell’Agedo, l’Associazione dei Genitori di Omosessuali. «Per i genitori si può prevedere di tutto, ma resta innominabile un figlio gay. E’ un grosso trauma scoprirlo: si prova dolore, rifiuto, senso di colpa. E’ un coming out anche per i genitori ma può essere una scoperta che arricchisce moltissimo. Ti senti diversa anche tu, più ricca, più sensibile, più disponibile all’ascolto: è impensabile che succedano queste cose. Siamo cittadini, facciamo un lavoro onesto, paghiamo le tasse. La polizia dovrebbe essere presente alle quattro del mattino. Sono ragazzi normalissimi, ci vuole più attenzione».

B. e P. hanno infine lasciato la seguente dichiarazione: «Noi gay dovremmo essere più solidali tra noi. Consigliamo di fare denuncia in questi casi. Non bisogna farsi intimidire né sentirsi in colpa».