Aids e carcere: transgender grave in prigione

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Valentina, transessuale brasiliana gravemente ammalata, avrebbe bisogno di cure al di fuori del carcere ma la decisione del Giudice competente tarda ad arrivare.

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ROMA – Una transessuale brasiliana, Valentina, 30 anni, gravemente ammalata e detenuta nel carcere di Rebibbia, da oltre una settimana è in attesa di una sospensione della pena che non arriva. Il caso è stato segnalato da Angiolo Marroni, Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio. Valentina è in gravi condizioni, ammalata di Aids, e detenuta nella sezione B del braccio G8 del carcere di Rebibbia. Le sue condizioni si sono aggravate negli ultimi tempi, a seguito anche della grave forma di depressione che l’ha colpita dopo la morte, avvenuta qualche mese fa, del suo compagno, deceduto a causa di infezione da HIV ed epatite virale.
A quanto risulta all’Ufficio del Garante regionale dei Diritti dei Detenuti, lo scorso 28 marzo la Direzione sanitaria del carcere ha inviato una relazione al Giudice per le Indagini Preliminari competente che indicava come le condizioni di salute di Valentina non fossero ormai più compatibili con lo stato di regime carcerario, per cui se ne chiedeva la scarcerazione. A distanza di più di una settimana un pronunciamento sulla sospensione della pena non è ancora arrivato. Maroni ha espresso la speranza che il Gip decida al più presto e con umanità, consentendo alla detenuta la possibilità di poter ricevere cure adeguate lontano da una cella. Valentina avrebbe richiesto anche di essere espulsa dall’Italia, per morire a casa sua, in Brasile.

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