AIDS, LA SFIDA DEL LAVORO

Quali problemi deve affrontare chi è sieropositivo per trovare o mantenere il suo impiego? Come interviene il sindacato? Un convegno a Milano vuol dare risposte concrete.

MILANO – Quali problemi deve affrontare una persona con Hiv per trovare o mantenere il suo lavoro? In che modo il suo rendimento viene ridotto dalla sua sieropositività? Che cosa fa il sindacato per aiutare queste persone? Sono queste solo alcune delle domande alle quali cercherà di dare una risposta il convegno internazionale "Aids e Lavoro: sfide e risorse" che Lila Cedius e CGIL Lombardia hanno organizzato per venerdì 31 maggio alla Camera del Lavoro di Milano (Sala Buozzi – Corso di Porta Vittoria, 43).

Il convegno nasce dall’idea di presentare i risultati del progetto "Back To Work", svolto da Lila Cedius – struttura operativa sull’estero della Federazione Lila – e CGIL Lombardia in partnership europea con altre associazioni analoghe in Francia, Grecia, Olanda, Inghilterra, Spagna e Portogallo. Il progetto prevedeva un’indagine nei singoli paesi su quali sono i problemi che deve affrontare oggi una persona con Hiv che desideri o debba tornare al lavoro o che voglia mantenere il suo posto di lavoro.

"Il convegno – precisa Claudia Sala, Responsabile Area Ricerca & Sviluppo di Lila CEDIUS e organizzatrice del convegno (foto) – partirà dalla percezione che la nostra associazione, come Ong, ha ricavato dall’osservazione del territorio avvenuta tramite le richieste avanzate dalle persone sieropositive alle varie sedi Lila sul territorio nazionale che offrono assistenza a chi ha problemi collegati alla propria sieropositività". Da questa osservazione emerge che negli ultimi anni si è verificato un consistente aumento delle richieste collegate a problemi sul luogo di lavoro: questo è sintomo di un cambiamento nelle caratteristiche epidemiologiche dell’infezione da Hiv.

Se, fino a qualche anno fa, le persone sieropositive erano perlopiù tossicodipendenti, quindi persone con lavori precari, negli ultimi cinque anni si è visto che il mezzo di trasmissione più frequente non è più lo scambio di siringhe infette, ma il rapporto eterosessuale non protetto. A venire contagiate sono sempre più persone che conducono una vita "normale", ed è quindi ovvio che aumentino le richieste di assistenze in casi che riguardano problematiche sul lavoro. Sempre più spesso, ad esempio, si presentano casi di persone che pur stando abbastanza bene in salute, non possono continuare a svolgere le mansioni per le quali sono state assunte: è il caso del manager che ha difficoltà ad affrontare frequenti spostamenti, o di persone che svolgono lavori fisicamente pesanti.

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Con la diffusione delle nuove terapie, inoltre, il tasso di mortalità si è considerevolmente abbassato, e si ha una maggiore aspettativa di vita; è quindi naturale che il lavoro sia uno dei terreni principali su cui si gioca la sfida dell’Aids. Oggi è più facile che un sieropositivo sia inserito nel mondo del lavoro, ma occorre non dimenticare che le terapie comportano delle difficoltà che si ripercuotono sul rendimento professionale. Chi è in terapia, ha spesso problemi collegati agli effetti collaterali, che oltre tutto comportano una riduzione della capacità produttiva. Inoltre, i lavoratori hanno maggiori difficoltà a mantenere una buona adesione al trattamento, dovuta al fatto di dover conciliare l’assunzione delle pillole con i propri impegni lavorativi, cosa non semplice, anche per motivi connessi con la tutela della privacy. Il problema della visibilità è, infatti, un altro aspetto particolare del lavoratore con Hiv che lo differenzia da soggetti con altre patologie: l’avvento delle nuove terapie non ha sortito alcun effetto in termini di accettazione da parte della società della persona sieropositiva. Anzi, in qualche modo, il fatto che oggi si infettino sempre più persone ben inserite nella società (contrariamente a quando la maggior parte dei sieropositivi erano persone già marginali, che quindi avevano scarso interesse a tutelare la propria privacy) rende il problema della visibilità più pressante che mai.

Il convegno tratterà tutte queste problematiche partendo, da un lato, dai vari motivi per cui le persone si rivolgono a Lila, dall’altro effettuando un confronto con i diversi attori che a livello nazionale agiscono sul mondo del lavoro. Tra gli obiettivi del convegno, c’è, infatti, quello di creare una rete di collaborazioni stabili tra tutti i soggetti coinvolti (associazioni di sieropositivi, sindacati, Inps, ecc.) al fine di contenere le difficoltà che gravano sulle persone con Hiv: per questo motivo tra le personalità che interverranno ci sono sia rappresentanti della Lila (Vittorio Agnoletto, Responsabile Scientifico Lila CEDIUS, Claudia Sala, Responsabile Area Ricerca & Sviluppo Lila CEDIUS, Massimo Oldrini, Presidente Lila Milano, Maria Cristina Franzoni della Lila Trentino) sia del sindacato (Betty Leone della Segreteria Nazionale CGIL e Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL Lombardia) che illustreranno quello che il sindacato fa per l’inserimento e il mantenimento del lavoro, sia, infine, degli enti assistenziali e previdenziali (Lucia D’Acquarica, Area Delle Invalidità del Coordinamento Generale Medico Legale INPS, Claudio Messori, Resp. del Servizio per l’Occupazione dei Disabili della Provincia di Milano che parlerà delle problematiche relative all’inserimento di persone sieropositive giudicate invalide). Concludono l’elenco dei partecipanti i rappresentanti delle varie organizzazioni estere che si occupano di queste tematiche.

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Pur affrontate con competenza professionale da operatori del settore, le tematiche di cui si parlerà al convegno interessano molte persone e per questo il convegno, che si svolgerà dalle 9.30 alle 17.30, è aperto a tutti: è prevista solo una registrazione dei partecipanti all’ingresso. Per informazioni:

Emanuela Sias – Ufficio Stampa Lila CEDIUS, tel. 02 510023 – 348 3861340- www.lilacedius.it

Cristina Pecchioli – Ufficio Stampa CGIL Lombardia, tel. 02 26254324 – Cell. 335 7491392 – www.lomb.cgil.it

Luca Badini – CS&L – Cascina Sofia e Lavorint, tel. 02 61860655 – [email protected]

^SIl programma^s

Mattino: ore 9.30 – 13.00

Messaggio di benvenuto Vittorio Agnoletto – Responsabile Scientifico Lila CEDIUS
"AIDS e lavoro: la sfida delle ONG" – Claudia Sala, Area Ricerca & Sviluppo, Lila CEDIUS
"La prospettiva del sindacato nella lotta all’AIDS" – Betty Leone, Segreteria Nazionale CGIL
"Le problematiche italiane. La risposta territoriale di Lila Milano" – Massimo Oldrini, Presidente Lila Milano
"AIDS e lavoro: strategie di sopravvivenza e qualità della vita" – Maria Cristina Franzoni, Lila Trentino
"L’impegno della CGIL: ieri ed oggi" – Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL Lombardia
"Aspetti critici e proposte nell’ambito della Previdenza Sociale"- Lucia D’Acquarica, Direzione Settore medico-legale INPS, Roma
"AIDS e lavoro attraverso il collocamento obbligatorio" – Claudio Messori, Responsabile del Servizio per l’Occupazione dei Disabili della Provincia di Milano
Dibattito
Buffet

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Pomeriggio: ore 14.30 – 17.30

Legge 45/99 "Disposizioni per il Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga e in materia di personale dei Servizi per le tossicodipendenze" interventi di reiserimento occupazionale e di mediazione socio-lavorativa in supporto ai Sert, a favore di persone tossicodipendenti e sieropositive.
Le esperienze di CS&L Consorzio Sociale (Cascina Sofia e Lavorint)
Relazione di Maria Merlo, sindacato portoghese
Relazioni di un rappresentante sindacale olandese
I rappresentanti della ONG partner del progetto "BACK TO WORK" presentano le indagini svolte nei paesi partner: Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Grecia, Olanda. Intervengono:
Nicolas Candas, AIDES – Francia
Luis Mendao, Abraço – Portogallo
Jamie Kinniburgh, THT- Inghilterra
Anna Tavoulari, The Center for Inspirational Living – Grecia
Ronald Brands, HIV Verening – Olanda
Dibattito e conclusioni