Aids: Usa, 1 su 4 discriminato in ospedale

Oltre un paziente su quattro Hiv positivo si sente discriminato da medici e personale ospedaliero. E’ quanto denunciato in uno studio americano pubblicato sul Journal of General Internal Medicine.

ROMA – Oltre un paziente su quattro Hiv positivo si sente discriminato da medici e personale ospedaliero. E’ quanto denunciato in uno studio americano pubblicato sul Journal of General Internal Medicine.

Atteggiamenti sbagliati nei confronti di questi pazienti, avvertono gli esperti dell’Università di Los Angeles, possono renderli restii a rivolgersi alle strutture sanitarie sotto la minaccia della discriminazione, compromettendo di fatto la loro possibilità concreta di tenere a bada il virus dell’Hiv e ritardare il più possibile la comparsa della malattia.

L’indagine ha coinvolto 2500 sieropositivi che nel corso di un anno hanno avuto accesso per vari motivi a strutture ospedaliere.

Da questa indagine emerge che il 26% dei sieropositivi si è sentito in qualche modo discriminato durante l’accesso alle cure ospedaliere, il 17% si è sentito trattato come un inferiore, il 18% si è sentito evitato dal medico. Tra il totale dei pazienti intervistati, inoltre, il 20% ha avvertito che un senso di disagio palesato dal personale sanitario.

A rendersi colpevoli di queste discriminazioni, sempre stando alle denunce del campione, sono i medici per il 54% dei sieropositivi intervistati, gli infermieri e altro personale ospedaliero per il 39% di loro, i dentisti per il 32%.

Ci sono state anche denunce di ridotto accesso all’assistenza e ridotta fiducia nel personale medico e paramedico.

“E illegale discriminare sulla base dellinfezione da Hiv ha dichiarato Mark Schuster dell’Università di Los Angeles e pericoloso perchè il sieropositivo per paura di trattamenti discriminanti potrebbe evitare le cure o lasciare inascoltate le raccomandazioni mediche”, mettendosi a maggior rischio di aggravare a propria salute.