Aids, vaccino a portata di mano.

La ricercatrice Ensoli: «Entro l’anno l’avvio della fase 1» Alla virologa il premio «Fumagalli»

PADOVA – Al traguardo mancano ancora fra i 5 ed i 7 anni, ma un vaccino contro l’Aids è veramente a portata di mano. E’ quanto ha confermato ieri, nella Sala Rossini del Pedrocchi, Barbara Ensoli, la ricercatrice italiana formatasi in America alla scuola di Robert Gallo, attualmente direttore del reparto «Infezioni da retrovirus» del laboratorio di virologia dell’Istituto Superiore della Sanità, che ha ricevuto il premio «Graziella Fumagalli».

L’ambito riconoscimento, che dal ’96 ricorda la pediatra assassinata in Somalia mentre lavorava per la Caritas, è stato assegnato per la settima volta da Confartigianato Donne Impresa dell’Unione Artigiani di Padova a donne che si sono distinte per la loro attività e caparbietà nel perseguire risultati. Il sindaco Giustina Destro si è detta orgogliosa, come donna e come padovana, per un’iniziativa, che anno dopo anno cresce di importanza dando lustro alla città. Il presidente dell’Upa-Confartigianato, Walter Dalla Costa, ha ricordato l’importanza del lavoro delle donne nell’artigianato e ne ha sottolineato la consistenza numerica (quasi un terzo del totale). Anna Panozzo, presidente di Confartigianato Donne Impresa di Padova, ha focalizzato il suo intervento sul valore della ricerca e sulla scarsezza di mezzi con i quali devono fare i conti i ricercatori di casa nostra. «In tutti i campi – ha detto la Panozzo – le donne hanno compiuto passi da gigante. Fra qualche anno non farà più notizia avere la presenza, contemporanea, ad una nostra manifestazione, di un sindaco donna e di un ricercatore donna».

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Fortunato Rao, direttore dei Servizi sociali dell’Usl 16, ha sottolineato che le strutture sanitarie padovane sono attivamente impegnate in Africa sul fronte dell’Aids. L’oncologo Luigi Chieco Bianchi ha ricordato le tappe che hanno portato Barbara Ensoli ad essere la punta di diamante della ricerca italiana in questo campo, sottolineando, al pari dell’onorevole Franca Bimbi, l’importanza della ricerca universitaria e la necessità che i finanziamenti siano continui e consentano di raggiungere i risultati attesi.

Nel suo intervento la Ensoli ha riassunto le tappe che porteranno la ricerca alla realizzazione del vaccino contro l’Aids. Entro quest’anno verrà avviata, in Italia, la fase 1, che si tradurrà nell’iniettare il vaccino a 40/60 soggetti volontari. Quindi la fase 2, sempre in Italia, avrà un «panel» più ampio, di almeno un centinaio di soggetti.

«Ma sarà la fase 3 – ha concluso la Ensoli – quella che si attiverà anche nei Paesi dell’Africa che più soffrono per questo flagello, che ci dirà se la malattia può essere efficacemente contrastata». Perchè è nel Continente Nero, dove il 30% della popolazione è infettato, che si gioca la partita.

Alla cerimonia di ieri mattina hanno presenziato, fra gli altri, la senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, la consigliera regionale Margherita Miotto, gli assessori comunali Marco Marin ed Ezio Salvetti, la vicepresidente di Padovafiere Carla Macola, il direttore dell’Arpav Paolo Cadrobbi, la presidente regionale delle donne artigiane di Confartigianato Margherita Maculan Caretta. Era presente in sala anche il vicequestore di Bari, Maria Letizia La Selva, che è stata insignita del premio l’anno scorso.

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di Nadir notizie