Al Mieli nasce un Fondo Vinicio Diamanti

Per ricordare l’attore Vinicio Diamanti, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli organizza domenica 31 gennaio una giornata di commemorazione. Nasce, inoltre, un fondo a suo nome

Roma – Il 24 dicembre scorso moriva Vinicio Diamanti, pilastro storico della "dolce vita gay" capitolina. A quasi un mese dalla sua scomparsa, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli annuncia una serie di iniziative a lui dedicate.

Domenica 31 gennaio, alle 17.00, presso la sede del Circolo, in Via Efeso, prenderà vita una commemorazione per ricordare l’attore, autentica star en travesti dell’avanspettacolo degli anni Cinquanta e Sessanta, caratterista al cinema negli anni Settanta e Ottanta e molto attivo sui palcoscenici del teatro.

Un incontro con le persone che lo hanno conosciuto e hanno lavorato con lui. Saranno proiettati filmati e messe in mostra fotografie e documenti originali e interverranno, tra gli altri, Rossana Praitano, presidente del Circolo Mario Mieli, Dominot, attore e cantante, e Andrea Pini, giornalista e scrittore. Sarà presente anche Bruno Fiorentino, storico attivista e curatore della mostra “Trent’anni di movimento gay, lesbico, trans, transessuale e transgender in Italia”.

Oltre a questo omaggio commemorativo, Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli annuncia anche la costituzione di un Fondo Vinicio Diamanti all’interno del Centro di documentazione Marco Sanna, che raccoglie e rende disponibile per la consultazione il materiale librario, documentario e audio-video.

La famiglia di Vinicio Diamanti ha infatti donato al Circolo Mario Mieli e, attraverso esso, all’intera comunità lesbica, gay e trans italiana, tutto il materiale appartenuto all’attore. Conservando con amore materiali e testimonianze della sua esperienza artistica, Vinicio Diamanti ha contribuito a salvare non solo la sua storia personale di attore, ma anche un pezzo di cultura gay. Il Fondo Vinicio Diamanti, attualmente in fase di studio e catalogazione, consta in primis di un corpus di documenti di ambito teatrale e cinematografico (locandine, volantini e brochure informative, copioni originali con annotazioni, contratti e ricevute di pagamento per prestazioni attoriali): si parte da rare testimonianze dell’avanspettacolo, come locandine che riportano tra le vedette Diamonds (all’epoca il nome d’arte di Vinicio Diamanti), fino ad arrivare ai materiali di spettacoli teatrali degli anni Settanta e Ottanta, sia di produzioni importanti che di compagnie sperimentali.

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Tra i copioni teatrali, degni di rilievo quelli delle messe in scena dei testi di Jean Genet, Jean Cocteau e Franz Wedekind e le testimonianze della collaborazione con registi come Giancarlo Nanni, Memè Perlini, Peppo di Marca. Tra i copioni cinematografici, si distinguono “Gay Salomè” e “Delitto al Blue Gay”. La biblioteca di Vinicio Diamanti era composta di pubblicazioni di diversa natura, che coprono un arco temporale che va dagli anni Venti del Novecento fino agli anni Duemila.

Di grande rilevanza, in termini di cultura gay, un corpus di libri dedicati ai temi della sessualità, pubblicati tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, che ha permesso di far pervenire nella biblioteca del Circolo Mario Mieli pregevoli pubblicazioni altrimenti introvabili. Sono 500 circa le fotografie appartenute a Diamanti: comprendono foto di scena di spettacoli ed esibizioni en travesti, foto private e foto di famiglia. Di particolare rilievo un gruppo di foto degli anni Venti del Novecento che rappresentano creazioni artistiche di pasticceria realizzate dal padre Vezio Diamanti. A completare il Fondo Vinicio Diamanti sono, inoltre, spartiti e testi di canzoni con annotazioni originali, pagine di diario, cartoline e corrispondenza in generale, materiali audio e video, rassegna stampa di spettacoli e film che vedono l’attore tra gli interpreti, vestiti, costumi di scena, parrucche, accessori ed effetti personali.

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Degna di sottolineatura, infine, una raccolta di storiche riviste gay o che hanno ospitato contenuti omosessuali (Fuori, Rome Gay News, Babilonia, Men, Lui Oggi, Fallo), di testimonianze autografe di amici artisti e militanti e di documenti risalenti ai primi anni del movimento gay italiano, come gli atti del Primo congresso di controinformazione sulla sessualità, tenutosi a Roma il 13 e il 14 ottobre del 1973.

di Federico Boni