Al Sant’Orsola rifiutata profilassi dopo rapporto a rischio

Dopo un rapporto a rischio, un ragazzo telefona in ospedale e una resposnabile di Malattie Infettive del Policlinico bolognese rifiuta la prifilassi lo stesso giorno. Denuncia del Cassero.

Negata la profilassi contro il contagio da Aids a una persona che aveva avuto un rapporto a rischio. E’ successo all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Quando il paziente ha telefonato al reparto Malattie infettive del policlinico si è sentito ripsondere dalla responsabile con queste parole:"Oggi (ieri, ndr) è tutto chiuso, venga domani che sono aperti gli ambulatori". A denunciare il fatto è stato Sandro Mattioli, responsabile dello sportello Salute del Cassero, ovvero la stessa persona che ha fatto la famosa telefonata per conto di un socio del Cassero che gli aveva telefonato in lacrime.

Tutto si è risolto telefonando prima e recandosi, poi, presso un altro ospedale, quello di Modena. La cosa resta però, molto grave, dato che la profilassi va fatta il più velocemente possibile e comunque non dopo 72 ore dal presunto contagio.

"Mi sembra una situazione grottesca, forse non hanno chiamato qui in Malattie infettive ma in un altro ambulatorio. Tra i nostri infermieri, nessuno di fronte a situazioni di questo tipo si rifiuterebbe di passare il medico. Nemmeno il portinaio", ha replicato il direttore della clinica, Pierluigi Viale.

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