Alemanno: telecamere nella Gay Street

E’ arrivato oggi l’annunciato provvedimento per la messa in sicurezza di via San Giovanni in Laterano a Roma. Ma Arcigay dice no alle telecamera e l’on.Concia propone una polizia che sia gay friendly

«Aumentare la sorveglianza in zone-simbolo come piazza Navona e la Gay street per garantirne un livello di sicurezza più alto». Questa la proposta del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, contro la violenza nella capitale. Il Sindaco ha assicurato che il «bilancio è positivo» e che c’è uno sforzo comune da parte di tutte le istituzioni e di tutte le forze di polizia «per realizzare il Patto per Roma sicura.».

Le associazioni romane, appresa la notizia, hanno espresso con un comunicato tutti i loro dubbi sulla soluzione offerta dal primo cittadino, in primis quello sulla privacy. «Le telecamere non rappresentano una soluzione di fronte al fenomeno della discriminazione – si legge in un comunicato – e verrebbero percepite come un problema per la privacy da parte di moltissime persone. Le aggressioni, inoltre, avvengono solitamente a qualche isolato di distanza, in luoghi bui.» Serve un piano contro l’omofobia, continuano le associazioni, composto da vari provvedimenti come «campagne di comunicazione, formazione dirette alle stesse forze dell’ordine e anche nelle scuole (ricordiamo che spesso gli aggressori hanno meno di 18 anni), iniziative culturali, sostegno e implementazione dei servizi, maggiore presenza delle forze dell’ordine in borghese».

Una soluzione alternativa la chiede anche l’onorevole Anna Paola Concia (PD). L’esempio sarebbe quello dell’Europa «dove l’omofobia si combatte con la polizia gayfriendly, formata ad hoc per interagire con le comunità omo e transessuali, per accogliere le vittime delle aggressioni omofobe e lavorare sui territori nella educazione della cittadinanza». Quelle di Alemanno sarebbero, secondo la deputata, «operazioni di facciata, che rappresentano finte soluzioni dei problemi».

La risposta di Alemanno alle perplessità sull’iniziativa annunciata non si è fatta attendere: «Concorderemo con la comunità gay che tipo di protezione organizzare per evitare fenomeni di bullismo nella Gay street e nelle aree limitrofe».

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