Alessandro Zan presenta un’interpellanza urgente al premier sull’escalation di omofobia in Italia

Qual è la posizione del premier Conte, di fronte a queste continue aggressioni?

E’ ancora una volta il deputato del Partito Democratico Alessandro Zan a portare in Parlamento la questione delle continue violenze omofobe nel nostro paese. Le aggressioni di stampo omofobo stanno aumentando sempre più in Italia. Per farlo, il deputato Pd ha presentato un’interpellanza urgente rivolta al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Interni Matteo Salvini. Nel suo appello, Zan parla di un’escalation preoccupante, che nel 2018 ha raccolto quasi sessanta aggressioni, verbali e fisiche. E chissà quante sono in realtà, dato che molte vittime decidono di non denunciare il fatto, per paura di ritorsioni o per vergogna.

Ho appena presentato una interpellanza urgente al Presidente del Consiglio Conte e al Ministro dell’interno Salvini sulla drammatica escalation di violenze omotransfobiche in Italia nel 2018, come ha fotografato l’inchiesta di copertina di questa settimana de L’Espresso. Ora il governo dovrà venire in aula a spiegare come intende tutelare tutte e tutti i cittadini italiani, e assicurare una protezione adeguata per le persone Lgbt. Grazie alle colleghe e ai colleghi Deputati PD che hanno voluto sottoscrivere questa interpellanza. Dimostrando ancora una volta che per il PD la battaglia per i diritti civili e l’uguaglianza resta di primaria importanza“.

Queste le parole di Alessandro Zan, comparse in un post sulla sua pagina Facebook in cui annuncia la sua interpellanza. Come prova di quanto detto,  ha presentato il reportage realizzato da L’Espresso, il settimana diretto da Marco Damilano.

Le violenze omofobe nell’articolo del L’Espresso

La copertina della rivista riassume alla perfezione il clima di odio che si registra negli ultimi mesi. Un bersaglio rainbow, che punta a una coppia di ragazzi, presi di spalle, con 8 colpi di pistola. Un’immagine perfetta. Il bersaglio dimostra che il più delle volte sono proprio i membri della comunità ad essere presi di mira, solo per l’orientamento sessuale. Presi alle spalle, perché solitamente è il branco che aggredisce uno o due persone al massimo. Ai colpi di proiettile ancora non ci siamo arrivati, e la speranza è di non svegliarsi con la notizia di un ragazzo omosessuale ucciso da un colpo di pistola.

E di fronte a tutte le violenze che noi di Gay.it raccontiamo quotidianamente, cosa ne pensa il premier Conte? La domanda la rivolgiamo solo a lui. Sappiamo fin troppo bene cosa ne pensa il ministro dei selfie.