Vittoria per Alessio: è il primo transgender FtM minorenne d’Italia

Il giudice ha autorizzato il processo di transizione, anche se non è ancora maggiorenne.

Alessia potrà cambiare il suo nome anagrafico al maschile e procedere alla transizione. Lo ha deciso il giudice, accogliendo la decisione del ragazzo FtM che potrà cambiare il proprio sesso nonostante non abbia ancora la maggiore età. E’ la prima volta che succede in Italia. A renderlo possibile, un giudice di Genova, il quale ha dato il via libera. Subito dopo la sentenza, l’avvocato ha inviato un messaggio alla madre di Alessio, la quale è scoppiata in lacrime dalla gioia. 

La sentenza è stata depositata giovedì scorso dal tribunale, mettendo la parola fine a un percorso che è durato due anni. Difatti, all’inizio di questa battaglia, la famiglia di Alessio era ricorsa alle vie legali per dimostrare la sua disforia di genere, rendendo quindi necessario procedere alla transizione da donna a uomo. Il giudice incaricato ha riconosciuto il disagio, autorizzando l’intervento per la rimozione dell’utero.Il sesso è un dato complesso della personalità, determinato da un insieme di fattori, dei quali dev’essere agevolato o ricercato l’equilibrio” ha spiegato nella sentenza.

Alessio ora è in attesa per la transizione FtM

La madre ha raccontato a Fan Page che ieri si sono iscritti alla lista di attesa per l’operazione. Sperano che possa avvenire il prima possibile, magari prima degli esami di maturità del prossimo anno, in modo che Alessio, finalmente nel suo corpo, si potrà concentrare nello studio.

La terapia ormonale è iniziata a Barcellona quando aveva 14 anni, e nella stessa città ha anche fatto la mastectomia per rimuovere il seno. Il via libera, però, era stata data da dei medici italiani, che hanno seguito la prima fase del processo di transizione attraverso una struttura pubblica presso l’ospedale San martino di Genova. L’operazione è stata eseguita all’estero perchè in Italia non è legale. L’unica operazione mancante è quella per rimuovere l’utero.

Decisivi i pareri dei dottori

L’arrivo alla sentenza non è stata comunque facile. Oltre all’inizio della terapia e il primo intervento a Barcellona, Alessio ha fornito al giudice anche il parere dello psicologo e di un endocrinologo che lo hanno seguito passo dopo passo. “Presenta una disforia di genere, non secondaria a condizioni di disturbo psicopatologico. L’identificazione con il sesso maschile è evidente e non appare legata a qualche presunto vantaggio culturale derivante dall’eventuale riattribuzione. Durante gli incontri ha dimostrato coerenza alla decisione, evidenziando consapevolezza sulle conseguenze legali, ma soprattutto affettive e relazionali“. Senza il loro ok, sembra il giudice avrebbe rigettato la richiesta.

Dopo la rimozione dell’utero, Alessio dovrà continuare per tutta la vita ad assumere testosterone, ma sarà finalmente se stesso.