Alfano a Palermo: “Non sono omofobo, ma niente mutui alle coppie gay”

Dal palco della convention palermitana dell’NCD, Angelino Alfano tuona ancora contro le coppie gay. E dopo essersi autoassolto dall’accusa di omofobia, parla di “famiglia normale”.

“Io non sono omofobo, ho molti amici gay, ma le risorse non possono che essere destinate alle famiglie normali e ai giovani che cercano lavoro“. Ci risiamo. Dal palco della convention palermitana del suo partito, l’NCD, Angelino Alfano tuona ancora contro i diritti delle coppie gay, trincerandosi dietro il solito presunto parteur di amici gay (chissà cosa avranno da dire, se esistono davvero). L’occasione gli è data dalla volontà del governatore della Regione Siciliana di offrire mutui per l’acquisto della prima casa anche alle coppie gay.

Ma per Alfano non è concepibile una mossa che, oltre a tentare di eliminare le discriminazioni contro le coppie omosessuali, potrebbe anche dare un aiuto allo stantio mercato immobiliare. E non va bene perché quelle gay non solo non sono famiglie “normali”, per il vicepremier del governo Renzi, ma non sono neanche famiglie.

“Noi crediamo nella famiglia, la difenderemo e pensiamo che la famiglia sia quella composta da un uomo e da una donna che ambiscono ad avere figli – continua Alfano -. E siccome abbiamo grande rispetto per l’affettività di tutti, siamo pronti a intervenire con delle leggi che tutelino patrimonalmente le affettività di tutti, ma senza toccare la famiglia e riconoscendo che la famiglia è quella del diritto nazionale”.

Non è chiaro se Alfano sia consapevole di escludere dalla sua idea di famiglie anche le coppie etero che scelgono di non avere figli, ma tant’è.

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Non è la prima volta che il leader del Nuovo Centro Destra chiarisce le posizioni del suo partito sulla questione delle coppie gay sulle quali non sembra aver fatto alcun passo avanti dai tempi del governo Letta quando dichiarò espressamente che avrebbe lasciato il governo se qualcuno si fosse azzardato a parlare di matrimonio gay o anche di unioni civili se queste avessero “aperto la strada al matrimonio”.

Intanto, sulla questione il governo guidato dall’ex sindaco di Firenze ancora tace, così come anche sul tema dell’omofobia, mentre in molti si chiedono se mai affiderà la delega alle Pari Opportunità a qualcuno dei suoi ministri.