Alfano apre sulle unioni civili senza stepchild. Ma gli basterà?

Il problema di fondo rimane quello di capire quali altri parti della legge vuole cambiare

Dopo la “renziata” di ieri all’assemblea nazionale del Partito Democratico, dove il Presidente del Consiglio nonché segretario del Partito ha messo di fronte ai Senatori le due possibilità (stralcio della stepchild con accordo di governo e fiducia oppure convergenza sicura e senza voltafaccia coi 5 Stelle), puntuale arriva l’apertura di Angelino Alfano, alleato di governo di Renzi nonché segretario dell’NCD, stamani alla trasmissione “La Telefonata” su Canale 5. Il ministro dell’Interno, intervistato da Belpietro, ha infatti dichiarato: “Se ci dovesse essere con il premier un accordo su un emendamento che riscriva il testo di legge sulle unioni civili con l’eliminazione delle adozioni e dell’equiparazione al matrimonio, si potrebbe votare con la fiducia“. Anzi, di più: “Io credo – spiega il leader di Ncd – che un testo così si possa votare con il consenso di ampi settori di Forza Italia“.

E così prende sempre di più corpo l’ipotesi dello stralcio dell’articolo 5 in cambio di un accordo di governo che modifichi gli altri articoli del ddl Cirinnà inserendo gli emendamenti del senatore PD Giuseppe Lumia che già in molti – anche delle associazioni LGBT – avevano considerato come accettabili, perché anziché fare rimandi ad articoli del codice civile dedicati al matrimonio, ne trascrivevano pedissequamente le relative disposizioni legislative. Il tema vero, quindi, è se Angelino Alfano ed il suo partito si “accontentino” di queste modifiche, oppure se pretenderanno altro. Ed a questa domanda, che lascia molti col fiato sospeso, potremo dare una risposta solo domattina, quando – da quanto ci risulta – al Senato una delegazione del PD si incontrerà con alcuni senatori dell’NCD per entrare nel merito della legge. Anche perché su tutta questa vicenda pesa molto il “no” di ieri delle associazioni LGBT a qualsiasi ipotesi di stralcio della stepchild.

Intanto, è la sempre bene informata Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera a fornirci qualche retroscena della giornata di ieri. Sarebbe infatti stato il primo ministro del Lussemburgo Xavier Bettel, omosessuale dichiarato e sposato con il suo compagno dallo scorso anno, a suggerire al leader dem di procedere «passo dopo passo» per raggiungere l’obiettivo. A metà della scorsa settimana – continua la Meli – Renzi ne avrebbe parlato con Angelino Alfano, per capire che cosa ne pensasse il ministro dell’Interno. E, soprattutto, per sapere se il gruppo Ncd al Senato poteva accettare di votare un maxi-emendamento del governo sul quale porre la fiducia che non contenesse la “stepchild adoption”. La norma sulle adozioni verrà quindi probabilmente inserita in una nuova legge sulle adozioni (che dovrebbe riguardare anche le single e i single) da presentare al più presto alla Camera, sempre che i tecnici del Ministero della Giustizia (a guida di Orlando, notoriamente pro-stepchild) e quelli del Ministero della Sanità (con a capo la Lorenzin dell’NCD, contrarissima) trovino un accordo.

Intervenuto stamani ad una conferenza stampa con i rappresentanti della stampa estera per il bilancio dei primi suoi due anni di governo, il Premier ha dichiarato: “C’è un piccolo inconveniente ed è che il Pd non ha vinto le elezioni“. Ed ancora: «Al Senato non abbiamo i numeri, bisogna aggiungere i voti di qualcun altro. C’era un accordo con il M5S, ma venti minuti prima di votare si sono tirati indietro“. Il dietrofront dei grillini, secondo il Presidente del Consiglio, avrebbe fatto venire meno la possibilità di varare il cosiddetto «supercanguro», l’emendamento premissivo che avrebbe cancellato gran parte degli emendamenti presentati dalle opposizioni, riducendo il rischio di imboscate nei voti segreti. Ora che quell’intesa è saltata, il ddl Cirinnà torna a forte rischio. “Sono molto preoccupato, temo che non si vada avanti da nessuna parte, che si sia di nuovo bloccati. Noi dobbiamo dare certezza che questa legge si faccia davvero, non che la strategia del rinvio colpisca ancora. Quindi – ha concluso stamani Renzi – o con un emendamento del governo o con la strada dell’accordo parlamentare spero che nell’arco di qualche giorno si possa chiudere al Senato. Dobbiamo mettere fine ad un lungo rinvio costante“.