“Alla scuola non piace mio figlio gay? Io non insegnerò lì”

Il regolamento della scuola vieta di parlare bene dei gay e lei rifiuta il contratto.

Ha insegnato in una scuola religiosa per più di un decennio, ma il contratto per il nuovo anno, Molly Shumate, non lo firmerà. Perché? Perché secondo quanto richiesto dall’Arcidiocesi di Cincinnati ai docenti è vietato mostrare “supporto pubblico allo stile di vita omosessuale”. Un vincolo troppo stringente per l’insegnante che ha commentato che sarebbe un insulto al suo figlio gay.

“Ai miei occhi – ha dichiarato la donna – non c’è niente di sbagliato in mio figlio. E’ quello che Dio mi ha donato e quello che Dio ha creato e nessuno deve chiedermi di non supportarlo”.

“Se firmassi il contratto – ha continuato – sarebbe come se dicessi a mio figlio che ho cambiato la mia mente, che non lo supporto più come ho fatto finora. E non lo farò”.

Zachary, il figlio gay di Molly, ha fatto coming out con la madre quando era ancora un adolescente. Adesso ha 22 anni ed ha dichiarato: “E’ difficile dire con le parole quanto sono orgoglioso di mia madre. Il fatto che lei abbia fatto un passo pubblico come questo e sia andata contro la chiesa perché ha un figlio gay, la dice lunga su che tipo di persona sia”.

Sono circa 100 gli insegnanti che stanno protestando contro il regolamento della scuola ritenuto una violazione della loro libertà di parola e migliaia di persone hanno firmato una petizione a sostegno degli insegnanti.

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