Alle primarie voterò Bersani

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Endorsement del direttore di Gay.it per il candidato alle primarie del Partito Democratico. «Apprezzo il coraggio di Marino, ma sulle barricate laiciste non si costruisce un partito»

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Voterò Bersani perché ho come l’impressione che alcune persone gay e lesbiche confondano le primarie di domenica prossima con le elezioni europee, nelle quali si decide non chi governerà il paese o la città e quindi può prevalere un voto di opinione. Domenica i milioni di cittadini italiani che si recheranno nei seggi del PD, infatti, non dovranno esprimere un orientamento culturale, ma dovranno votare quale, tra i tre candidati, ha più capacità di guidare il Partito nei prossimi anni. E fuori da ogni dubbio, tale capacità ce l’ha Pier Luigi Bersani, per il quale confermerò quindi il voto che ho già espresso nel congresso della mia sezione.

Il partito Democratico ha bisogno di una guida forte, autorevole, che lo faccia uscire dalle secche di una opposizione pavida, incerta, che lavora sempre di rimessa e che solo a tratti si rende conto del grave pericolo che corre questo paese in tema di qualità della democrazia e di rispetto delle più banali regole di convivenza, messe in discussione da un Premier autoritario e populista. Dopo l’entusiasmo della partenza di un progetto politico innovativo, nel quale avevo creduto e nel quale continuo a credere, bisogna che qualcuno ricostruisca le condizioni perché i tanti che, come me, si sono allontanati, possano ritornare a dare il loro contributo.

Sui temi eticamente sensibili, pur apprezzando l’entusiasmo e il coraggio di Ignazio Marino, ritengo che il segretario di un grande partito non possa non tenere conto di tutte le opinioni presenti nel partito, e che quindi le posizioni espresse da Bersani – sull’omofobia come sul testamento biologico come sul riconoscimento delle coppie di fatto dello stesso sesso, ad esempio – possano rappresentare una giusta ed opportuna mediazione: sulle barricate laiciste non si costruisce un grande partito a vocazione maggioritaria, ma tutt’al più un piccolo partito di opinione.

 

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