“Il nostro amore merita un impegno pubblico”: la coppia di cowboy australiani sul matrimonio egualitario

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La coppia già vive e lavora insieme. Quello che chiede è l'uguaglianza.

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Il dibattito attorno al referendum che dovrà decidere se il matrimonio egualitario verrà introdotto o meno in Australia non è mai stato così vivo, e molti di quelli a favore chiedono che il referendum venga cancellato, preferendo che la questione venga dibattuta e votata in parlamento.

Per molti, il matrimonio egualitario è essenzialmente una questione di giustizia. Lo è sicuramente per Dan e Miki, una coppia di (sexy) allevatori di bestiame di Northern Rivers (New South Wales), che potete vedere in questo video. Per loro il matrimonio egualitario è strettamente connesso a quanto ognuno dei due tiene all’altro e all’importanza del loro rapporto. Ed è proprio questo che hanno detto alla telecamera: Decidere di prendere un impegno come quello del matrimonio esprime in modo pubblico la volontà di lavorare insieme, di attraversare la vita in due. Il matrimonio per noi è il modo per dimostrare questo“. Questo è quello che hanno detto i due aitanti allevatori in un video promozionale per la campagna #EqualityCampaign organizzata per chiedere il voto parlamentare.

“We don’t want anything more than anyone else — we just want the same.”

Dan and Miki met six years ago. They live together on a beef cattle property in the Northern Rivers of NSW — and know that people living in rural and regional Australia believe in equality for all couples.

Let’s make sure our politicians hear us! Join the #EqualityCampaign: www.equalitycampaign.org.au

Pubblicato da Australian Marriage Equality su Giovedì 3 novembre 2016

La campagna a favore del matrimonio egualitario fa presente che il costo del referendum sarebbe molto alto – una cifra pari a 477 milioni di euro – e lo sforzo per sostenere la campagna potrebbe rivelarsi troppo stressante per le coppie omosessuali.

Il tanto attesto referendum sul matrimonio gay in Australia verrà approvato dal Senato domani 7 novembre. Una petizione sottoscritta da attivisti e organizzazioni LGBT ha chiesto però che il Senato abbandoni la strada del referendum in favore del voto parlamentare.

Per molti esponenti della comunità LGBT australiana infatti il referendum rischia di rivelarsi sfiancante, costoso, inutile e soprattutto rischia di incentivare la frammentazione sociale. Insomma il “costo umano” potrebbe rivelarsi troppo alto.

 

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