Alta dose di mercurio rende uccelli maschi gay

L’effetto dell’avvelenamento da mercurio dimostrato sugli ibis: corteggiano gli esemplari dello stesso sesso, costruiscono il nido e rimangono accoppiati. Nessuna prova degli effetti anche sull’uomo.

L’avvelenamento da mercurio sta rendendo omosessuali i maschi degli ibis bianchi, una specie di uccelli. Uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society ha scoperto infatti che anche bassi livelli di questo metallo nella dieta induce i maschi ad accoppiarsi con esemplari del loro stesso sesso, con il risultato che ci sono meno pulcini.

È la prima volta che si accerta che un inquinante influisce e cambi le preferenze sessuali degli animali. Finora infatti si era visto che molte sostanze chimiche potevano femminilizzare i maschi o ridurne la fertilità, anche se la loro preferenza rimaneva comunque per le femmine. Il mercurio è estremamente tossico, soprattutto nelle forme di metil-mercurio, che riducono la riproduzione negli uccelli selvatici, distruggendo il loro comportamento genitoriale.

Per verificare se il metallo influisce anche nell’accoppiamento, ricercatori dell’università della Florida e di Peradeniya in Sri Lanka hanno catturato 160 giovani esemplari di ibis bianchi del sud della Florida, nutrendoli con cibo cui avevano aggiunto metil-mercurio. Dopo di che li hanno monitorati dividendoli in 4 gruppi, a seconda delle percentuali di mercurio contenute nel cibo mangiato. Così si è visto che gli uccelli maschi omosessuali erano più numerosi nei gruppi che avevano ingerito il metallo rispetto al gruppo di controllo che non aveva preso per niente. Corteggiavano gli esemplari del loro stesso sesso, costruivano insieme il nido e rimanevano accoppiati per diverse settimane.

Alle dosi più alte di mercurio, il fenomeno è stato riscontrato nel 55% dei maschi. Le coppie eterosessuali invece si corteggiavano meno e si comportavano da cattivi genitori, sempre a causa del mercurio. "Le conseguenze possono essere gravi di questo avvelenamento – spiegano i ricercatori – Nello scenario peggiore la nascita di nuovi esemplari potrebbe crollare del 50% infatti. È probabile che anche altre specie di uccelli abbiano un problema simile. Negli uomini invece non c’è prova di questo effetto del mercurio".