Ancora un rinvio: salta la calendarizzazione delle Unioni Civili

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Il Pd insiste e dichiara:"entro la settimana prossima in aula". Ma il M5S attacca i dem.

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Monica Cirinnà, relatrice del DDL sulle Unioni Civili

Monica Cirinnà, relatrice del DDL sulle Unioni Civili

Niente calendarizzazione. Fallisce il tentativo di oggi di portare la conferenza dei capigruppo al Senato alla decisione di una data per l’inizio della discussione del DDL Cirinnà in aula. Nonostante le dichiarazioni che per tutta la giornata si sono susseguite e che manifestavano l’intenzione del PD di scegliere già da oggi una data per l’arrivo del testo a Palazzo Madama, a conferenza conclusa la data non è arrivata.
Eppure Zanda (nella foto accanto al titolo), capogruppo dei senatori democratici, assicura che entro la fine della settimana prossima la discussione inizierà e dà un’altra scadenza, per la calendarizzazione: tre giorni.
La conferenza dei capigruppo non ha sentito ragioni: manca il parere tecnico della Commissione Bilancio (che a sua volta attende la relazione del ministero) sulle coperture di assegni familiari e reversiblità della pensione. A frenare, ancora una volta, ci pensa NCD il cui senatore Schifani non sembra affatto altrettanto sicuro di questo nuovo termine dei tre giorni. “Ora i tempi dell’esame dipendono dal ministero del Tesoro, il ministro ha un compito molto importante”, ha dichiarato l’alfaniano secondo quanto riporta l’Huffington Post.

Alberto Airola, senatore M5S

Alberto Airola, senatore M5S

Ma la responsabilità maggiore, secondo il M5S, rimane del PD che ha votato contro la richiesta dei grillini di portare subito in aula il DDL. “Ecco la coerenza del Pd – incalzano i senatori pentastellati -: nel primo pomeriggio di oggi, al termine della capigruppo, il presidente dei senatori dem Luigi Zanda dichiarava alle agenzie di stampa: ‘ho chiesto e insistito per la calendarizzazione in Aula del Ddl sulle unioni civili… già alla fine della settimana prossima’. A distanza di nemmeno tre ore, e alla prova del voto, il Pd cambia idea e smentisce clamorosamente se stesso votando contro la richiesta del M5S di portare subito in Aula il provvedimento”. “Gli eletti del Pd dicono una cosa e poi ne fanno un’altra – concludono i senatori del M5S -, dimostrando ancora una volta che la loro unica preoccupazione è garantire la tenuta della maggioranza di governo e la loro stessa permanenza in Parlamento: perché i diritti civili possono attendere, ma la poltrona no”.
Al diffondersi della notizia dell’ennesimo rinvio, sui social network è partita una forma spontanea di mobilitazione. Moltissimi utenti stanno infatti twittando messaggi di questo genere: “Voglio #matrimonioxtutti, ma intanto @SenatoStampa approvi #unionicivili senza modifiche entro 8 agosto! @matteorenzi @MonicaCirinna”.

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