Amministrative: le promesse dei candidati al popolo lgbt

Con qualche eccezione, gli aspiranti sindaci del centro-sinistra fanno un passo versole richieste della comunità lgbt. Ecco da nord a sud cosaa hanno promesso. Domani incontriamo i candidati lgbt.

Beppe Grillo che accoglie Vendola a Bologna con un “At salut buson” (“ti saluto frocio”), Stefano Guida che esce allo scoperto, nella stessa città, come unico candidato gay nella Lega nord, insieme agli esponenti cattolici del Pd di Livorno e Pavia che ci hanno tenuto a ribadire il loro “no” alle istanze gay. Questi sono solo, alcuni tra gli ultimi fotogrammi di una campagna elettorale che, seppure non accesa sulle tematiche lgbt, sta mostrato alcuni spunti interessanti.E’ il caso, insieme a quelli menzionati, di Virginio Merola, candidato sindaco di centro-sinistra a Bologna, che dapprima ha ammonito: “non equiparare le unioni omosessuali al matrimonio”, poi, alle proteste della militanza lgbt bolognese, ha fatto rapidamente marcia indietro: “da sindaco proporrò all’Anci di premere sul Parlamento per superare al più presto questo ritardo rispetto al resto d’Europa ed estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso“.

A Milano il candidato sindaco di centro sinistra Giualiano Pisapia promette, a differenza della principale avversaria Letizia Moratti, di “costituire il registro delle unioni civili per favorire la parità dei diritti e dei doveri delle comunità affettive e di vita” e ha incontrato Arcigay Milano per accogliere un nutrito pacchetto di richieste dell’associazionismo locale.
Nel Capoluogo lombardo, ancora, fanno discutere le dichiarazioni dell’imam Ali Abu Shwaima che se la prende con l’omosessualità del leader di Sel Nichi Vendola: “I musulmani di Milano non devono votare i candidati della lista di Sinistra Ecologia e Libertà perché il suo leader, Nichi Vendola, in quanto omosessuale, ha una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica“. Giusto per par condicio anche i vescovi cattolici ci tengono a dire la loro e sulle colonne di “Avvenire” chiedono di votare quei candidati che valorizzano la famiglia “nel ‘format’ fondato sul matrimonio uomo-donna sancito dalla Costituzione”. Poco importa loro che la Corte Costituzionale abbia ribadito che le coppie gay sono famiglie…

Nonostante questi appelli da Napoli, arriva la promessa del candidato sindaco dell’Idv Luigi De Magistris di un registro mentre Piero Fassino, candidato sindaco di centro-sinistra a Torino, oltre a partecipare al Festival del Cinema Gay e al congresso locale dell’Arcigay, ci ha tenuto ad assicurare un “impegno in tema di diritti messo in campo dall’amministrazione di Sergio Chiamparino”.
Insomma su e giù per lo stivale, ove sollecitati dalla militanza gay, i candidati, quasi esclusivamente di centro-sinistra ma con rare eccezioni, mostrano un rinnovato interesse per i diritti. E’ il caso di Livorno, Ragusa e numerose altre città dove il confronto diretto con la comunità lgbt ha portato a promesse elettorali concrete e in sintonia con la richiesta di diritti e parità della comunità gay. All’associazionismo, spetterà l’onore di sollecitare i candidati, se eletti, a trasformarle in provvedimenti concreti.

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di Stefano Bolognini