AMNESTY LANCIA LE AZIONI URGENTI

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Da domani a domenica 12 la "maratona azioni urgenti" di Amnesty International: migliaia di messaggi che chiedano il rispetto dei diritti umani verso le donne.

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ROMA – L’11 e il 12 dicembre migliaia di attivisti per i diritti umani e di soci di Amnesty International in piu’ di venti paesi prenderanno parte, per il quarto anno consecutivo, alla ‘Maratona Azioni Urgenti’.
La ‘Maratona Azioni Urgenti’ e’ nata nel 2000 da un’idea della Sezione Polacca di Amnesty International ed e’ subito diventata una delle azioni piu’ efficaci e concrete per ricordare il 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Un’azione urgente consiste nell’invio immediato di un elevato numero di appelli alle autorita’ dei paesi in cui delle persone stanno subendo gravi violazioni dei diritti umani e la cui vita o le cui condizioni di salute appaiono in forte pericolo. La tecnica risale al 19 marzo 1973, data in cui Amnesty International lancio’ la prima azione urgente, in favore di Luíz Rossi, arrestato e minacciato di tortura in Brasile a causa delle sue idee politiche. Da allora e per i successivi trent’anni, l’organizzazione ha lanciato decine di migliaia di azioni urgenti per scongiurare esecuzioni di condanne alla pena capitale, ottenere garanzie sull’incolumita’ di difensori dei diritti umani minacciati di morte, sospendere detenzioni in isolamento, porre fine alla tortura, assicurare cure mediche a chi ne ha urgente bisogno.
In Italia, la ‘Maratona Azioni Urgenti’ e’ inserita all’interno della campagna di Amnesty International ‘Mai piu’ violenza sulle donne’. Tra mezzogiorno dell’11 dicembre e la stessa ora del giorno seguente, verranno inviati quanti piu’ appelli possibile in favore di tre donne che, in Cina, Colombia e Oman sono vittime di violazioni dei diritti umani.
Mao Hengfeng sta scontando una condanna a 18 mesi di lavori forzati in un centro di detenzione di Shanghai, in Cina, dove ha subito maltrattamenti e torture. La sua colpa e’ di essersi rivolta alle autorita’ cinesi per denunciare il proprio licenziamento, avvenuto nel 1988, poiche’ era rimasta incinta per la seconda volta. Rifiutatasi di abortire, era stata internata in un ospedale psichiatrico e sottoposta all’elettroshock. Amnesty International chiede che sia immediatamente rilasciata.
Claudia Julieta Duque e’ una giornalista colombiana. Ha cominciato a ricevere minacce di morte dal momento in cui ha iniziato a indagare sull’omicidio di un suo collega, Jaime Garzón, avvenuto nell’agosto 1999, in cui pare fossero implicati un paramilitare e diversi membri delle forze di sicurezza. Da qualche mese le minacce sono riprese, anche nei confronti della figlia, che ha solo 10 anni. Amnesty International chiede al governo colombiano di garantire la sua protezione.
Rebecca Thompson, di nazionalita’ statunitense, e’ stata condannata a morte l’8 maggio da un tribunale dell’Oman per l’omicidio di suo marito. Con lei sono stati condannati a 10 anni di carcere per lo stesso omicidio due ragazzi omaniti di 17 anni. E’ attualmente in attesa dell’esecuzione in una prigione nei pressi della capitale Muscat. Amnesty International chiede che questa e le altre condanne a morte siano commutate.
Oltre che in Italia, la ‘Maratona Azioni Urgenti’ si svolgera’ in Austria, Australia, Barbados, Bermuda, Canada, Ecuador, Francia, Giappone, Israele, Libano, Mongolia, Nepal, Nuova Zelanda, Paraguay, Perú, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Tunisia e Zimbabwe.
Gli appelli della ‘Maratona Azioni urgenti’ possono essere sottoscritti all’indirizzo: www.amnesty.it/primopiano/maratona_ua_2004

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