Anche Arcigay al Pride di Gerusalemme

Venerdì 7 giugno si svolgerà il 1° Gay Pride di Gerusalemme, intitolato “love without borders”. Arcigay parteciperà alla manifestazione con una delegazione dall’Italia.

ROMA – Venerdì 7 giugno si terrà a Gerusalemme il primo Gay Pride della storia della città, sacra alle tre principali religioni monoteistiche. Alla manifestazione, organizzata dalla Jerusalem Open House, organizzazione lgbt (lesbian gay bisexual transexual) di Gerusalemme, prenderanno parte anche gay arabi e palestinesi. Lo slogan del gay pride “love without borders” sarà simbolicamente incarnato da una coppia gay “mista”, costituita cioè da un israeliano e un palestinese.

La scelta di tenere il Gay Pride nella città di Gerusalemme è infatti motivata dalla volontà di testimoniare che solo sul rispetto delle persone, senza discriminazione di razza, religione, nazionalità, ma anche di identità e orientamento sessuale, può fondarsi una pace solida e duratura.

Dall’Italia è già giunta in Israele una delegazione di Arcigay, guidata dal resp. esteri, Renato Sabbadini.

“È importante riconoscere – commenta Sabbadini – che il rispetto delle diversità sessuali è parte integrante del rispetto generale della persona umana. Il calpestamento della dignità che i gay subiscono ancora in molti paesi del mondo, rappresenta la stessa negazione della dignità dell’altro, del diverso, che alimenta l’odio che continua ad insanguinare questa terra”.

Il corteo che si snoderà per le strade di Gerusalemme prenderà il via da piazza Zion: alle 12:00 il concentramento, la partenza alle 13:00; scenderà quindi lungo via Jaffa e si concluderà nel parco dell’Indipendenza, tradizionale luogo di ritrovo degli omosessuali della città.

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La manifestazione si aprirà con una “cerimonia” laica, che si svolgerà all’interno di una ricostruzione simbolica delle otto porte di Gerusalemme, ciascuna delle quali dedicata ad un tema: religione, amore, salute, famiglia, felicità, giustizia sociale e tolleranza, cultura, pace.

Alla prima porta, relativa alla religione, saranno letti messaggi d’amore delle tre principali fedi monoteistiche. Un rabbino gay leggerà il messaggio ebraico. Altre due persone, una di fede cristiana e l’altra di fede islamica leggeranno gli altri due messaggi, non essendo stato possibile trovare sacerdoti cattolici o cristiani né islamici disponibili.