Anche Hollande e la Francia contro i giochi di Sochi

Dopo il presidente tedesco e la commissaria europea Reding, anche il governo Hollande diserterà i le Olimpiadi invernali dell’omofoba Russia.

Il primo è stato il presidente tedesco Joachim Gauk e adesso anche Francois Hollande e il suo governo scendono in campo contro l’omofobia russa e i giochi di Sochi del prossimo anno. “Auguro a questo giochi molto successo – ha dichiarato il ministro degli Esteri Laurent Fabius – ma non è in programma la partecipazione di alti esponenti della Francia“.

Oltre ai due capi di stato, anche la commissaria europea Viviane Reding si era schierata contro la politica di Putin e su Twitter aveva scritto che “certamente non andrò a Sochi finché le minoranze saranno trattate nel modo in cui le tratta l’attuale legge russa”.

Il Comitato Olimpico Internazionale non ha commentato le dichiarazioni dei leader europei rimanendo fermo sulle sue posizioni. Sale, così, tra atleti e politici il numero di personalità che scelgono di contestare le leggi anti-gay tanto volute e difese da Putin.

Il presidente russo, qualche giorno fa, ha dichiarato di essere contrario al “disprezzo” nei confronti degli “orientamenti sessuali non tradizionali”, ma questo non gli impedisce di difendere le leggi che condannano “la propaganda gay”.

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