Anche il Rhode Island verso approvazione delle unioni civili

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Un altro stato degli Usa sta per riconosce le coppie gay con le unioni civili. Il provvedimento è stato approvato con una larga maggioranza dalla Camera. Adesso passa...

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La Camera dei deputati del Rhode Island ha approvato la legge che istituisce le unioni civili con 62 voti a favore e 11 contro.

Il testo passa ora al Senato che dovrà a sua volta votarlo. La norma permetterebbe alle coppie gay di scegliere l’istituto dell’unione civile per ottenere tutti i diritti già garantiti alle coppie eterosessuali che si sposano.

Secondo la previsione del presidente del Senato Teresa Paiva Weed, il testo sarà approvato senza alcun problema anche da parte dei senatori e anche il governatore Lincoln Chafee ha fatto sapere che firmerà la legge.

Questa norma è il risultato di una mediazione raggiunta dopo che il presidente della Camera Gordon Fox, gay dichiarato, aveva percepito che un testo che istituisse il matrimonio gay non sarebbe passato.

Intanto, un sondaggio realizzato dall’agenzia Gallup rivela che la maggioranza degli americani è a favore dei matrimoni fra persone dello stesso sesso. Secondo l’indagine il 53 per cento dei cittadini degli Stati Uniti sostiene che questo tipo di unioni dovrebbero avere gli stessi diritti di quelle fra uomini e donne. Da quando nel 1996 la società ha iniziato a raccogliere periodicamente dati su questo argomento, è la prima volta che si registra un incremento così alto: il 9 per cento in più rispetto allo scorso anno. Quindici anni fa solo il 27 per cento degli intervistati si dichiarava a favore di un riconoscimento ufficiale per le coppie gay.

Guardando fra le pieghe dei dati si scopre, come era prevedibile, che il cambio generazionale è una parte determinante di questo incremento: i numeri parlano di un 70 per cento di risposte favorevoli fra le persone tra i 18 e i 34 anni. Il dato scende a 53 per cento per chi ha un’età compresa fra 35 e 54 anni. Prendendo in esame l’orientamento politico, sostengono i matrimoni gay il 59 per cento degli indipendenti e il 69 per cento dei democratici. Il dato dei repubblicani si ferma solo al 28 per cento, e non registra nessun cambiamento rispetto al 2010. Da punto di vista della fede, invece, i cattolici sembrano più propensi ad accettare questo tipo di matrimoni rispetto ai protestanti.

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