Anche l’omofoba Isola di Man riconosce le coppie gay

Praticamente in Europa, a un tiro di schioppo dall’Inghilterra e dall’Irlanda, l’Isola di Man conservò fino al ’92 una legge contro la sodomia. Oggi ha finalmente approvato le unioni civili gay.

Seppur difesa e rappresentata all’Estero dall’Inghilterra, la striscia di terra tra l’Irlanda e la Scozia è un mondo a parte. L’Isola di Man era uno degli ultimi baluardi dell’omofobia, fra le ultime a conservare una legge contro la sodomia, fino al 1992. Equivalente per sovranità alla nostra San Marino (dove pure era in vigore una legge contro la sodomia fino al 1865) ma più coservatrice (le possibilità di ricorrere all’aborto sono ancora molto limitate), oggi Man ha approvato addirittura una legge sulle unioni civili gay equiparando le coppie lgbt a quelle sposate in caso di eredità, pensione e indennità fiscali.

Un bel traguardo se si pensa che la legislazione dell’Isola è talmente atipica da abolire soltanto nel 1978 la fustigazione maschile, e solo nel 1993 la pena di morte. Pur non appartenendo all’Unione Europea, il Parlamento, o meglio Tynwald, come lo chiamano i mannesi, ha deciso comunque di adeguare la sua legislazione a quella della maggior parte dei paesi del Vecchio Continente. "Rispetto a 20 anni fa quest’Isola è molto più tollerante, rispettosa delle differenze, comprensiva e inclusiva", ha detto il ministro dell’Economia che è anche promotore della legge.

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