Ancora nei guai Prosperini l’uomo che voleva garrotare i gay

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E' finito agli arresti domiciliari per la seconda volta in tre anni l'ex assessore della giunta Formigoni. Accusato di corruzione, Prosperini aveva auspicato l'uso di napalm e garrota...

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E’ finito di nuovo nei guai Pier Gianni Prosperini, ex assessore al Turismo della Regione Lombardia, membro del Pdl dopo essere passato dalla Lega e da An.

L’accusa è di corruzione e false fatturazioni in merito a tangenti ricevute per favorireu n imprenditore nella gara d’appalto per la promozione di eventi in Valtellina.

Prosperini, che era già stato arrestato nel 2009, è noto alla comunità lgbt per le sue proposte decisamente poco ortodosse.

Durante una trasmissione televisiva nel 2007, infatti, aveva auspicato l’uso del napalm contro i gay e qualche giorno dopo, in un articolo pubblicato da Il Giornale, aveva scritto:

"Della pagliacciata dei finocchi che a Roma hanno manifestato per i Dico. Non ho niente contro di loro. Convivano pure. Ma l’omosessualità è una devianza. Quindi niente famiglia e niente adozioni. Il gay dichiarato non può essere né insegnante, né militare, né istruttore sportivo. (…) Ha visto il fotomontaggio di Benedetto XVI col dito medio alzato? Ci provino con la faccia di Maometto, se hanno i coglioni. Ecco, qua vien fora el mejo del dotor. Garrotiamoli, ho concluso. Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia".

Per quelle dichiarazioni, Prosperini scatenò le ire anche del suo allora segretario di partito Gianfranco Fini che ne chiese le dimissioni da An. L’ex assessore dela giunta Formigoni sarebbe anche coinvolto nel traffico d’armi verso l’Eritrea. Per l’accusap recedente, di truffa e turbativa d’asta, Prosperini aveva patteggiato 3 anni e cinque mesi dopo che aveva tentato il suicidio.

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