Ancora un coming out nello sport, contro l’omofobia in Russia

E’ il nuotatore olimpico finlandese Ari-Pekka Liukkonen l’ultimo ad aver fatto coming out, “per aprire una discussione su Sochi”. “Non è stato facile, ma è bello poter essere se stessi”, dice.

Se vogliamo cercare un lato positivo nella complessa vicenda di Sochi 2014 e delle leggi omofobe approvate dalla Russia, non possiamo che trovarlo nei tanti coming out che questa situazione sta stimolando nel mondo dello sport. Ultimo, solo in ordine cronologico, quello del nuotatore olimpionico finlandese Ari-Pekka Liukkonen, 24 anni, il primo atleta finlandese ad avere dichiarato la propria omosessualità nel pieno della carriera agonistica.

“Volevo iniziare una discussione riguardo a Sochi – ha dichiarato il nuotatore – perché è triste che la legislazione russa limiti i diritti umani dei giovani e degli altri”.

Liukkonen ha poi aggiunto che anche il mondo dell’agonismo finlandese ha bisogno di maggiore apertura nei confronti della sessualità. E le Olimpiadi invernali di Sochi si sono presentate come l’occasione giusta per dare il via ad un nuovo modo di guardare alla sessualità degli atleti.

“In futuro voglio sperare che gli atleti di alto livello e le altre persone – ha aggiunto – non vedranno più l’omosessualità come una notizia”.

“Dato che la questione non veniva discussa – ha raccontato parlando della sua infanzia – ho cercato di dimenticarla, ma durante il liceo ho iniziato ad accettare il fatto che sono fatto così. L’accettazione non è stata facile, ma neanche terribilmente difficile. E’ stato un processo molto lungo e lento, per me, ma ora sono qui. E’ una bellissima sensazione poter essere finalmente se stessi”.

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