Andrea Giuliano: “Voglio che tutti aprano gli occhi su questa storia”

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Il giorno dopo l'aggressione, parla il giovane attivista gay italiano aggredito a Budapest

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“Sono distrutto”. Ieri in tarda serata, dopo una giornata di silenzio, finalmente siamo riusciti a contattare Andrea Giuliano, l’attivista gay italiano che vive a Budapest e che nella notte tra domenica e lunedì è stato vittima di un pestaggio .
Sensibilmente provato dall’accaduto e con qualche difficoltà a parlare, Andrea ci ha raccontato di avere il naso rotto in più parti, un labbro gonfio e un occhio chiuso per via del gonfiore. Giovedì saprà se è necessario intervenire chirurgicamente per permettere la guarigione del setto nasale. Secondo Andrea, l’aggressore non è direttamente riconducibile ai gruppi neonazisti che lo hanno minacciato e messo una taglia sulla sua testa nei mesi scorsi. Il fatto è che, comunque, il clima intorno a lui è pesante. Andrea è stato pedinato, le sue foto pubblicate, il suo indirizzo reso noto tanto da costringerlo a cambiare casa tre volte. Anche l’opinione pubblica s’è scagliata contro di lui. “Non capiscono che io faccio la parodia del simbolo di Grande Ungheria, non del Paese – ci ha ribadito -: quel simbolo non rappresenta più l’Ungheria“.

È stato scelto, invece, da un’organizzazione antisemita e neonazista come proprio ed è contro di loro che Andre ha concentrato parte del suo attivismo. E sebbene la maggior parte della comunità lgbt locale lo supporti e sia con lui, c’è un’area, più retriva, che condanna i suoi metodi. “Dicono che me le sono meritate, le minacce di morte, perché sono andato contro quei bulli” spiega. Bulli, come li chiama lui, che non hanno mancato di fare sentire la loro voce anche dopo l’aggressione pubblicando commenti di stampo nazista sui siti ungheresi che riportano la notizia.
Quello che è successo non è servito a fare cambiare idea ad Andrea: “Voglio andare fino in fondo con il processo (quello contro le minacce di morte, ndr) – dice -. Voglio che questa gente apra gli occhi. Questo paese sia economicamente che politicamente che socialmente sta dando il suo peggio”. Gli abbiamo chiesto se resterà a Budapest, dopo quanto accaduto. “La mia intenzione è di andare fino in fondo a tutta questa vicenda, ma non ho risposte concrete a questa domanda” ci ha spiegato.
Adesso Andrea è in un posto sicuro e del suo caso si sta occupando direttamente l’ambasciata italiana in Ungheria, in collaborazione con il deputato europeo Daniele Viotti, che sta seguendo personalmente l’evolversi della vicenda, e con il MoVimento 5 Stelle che fin da subito ha denunciato la situazione in cui si trova l’attivista italiano in Ungheria.

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