Andrea: i PM abbandonano la pista dell’omofobia

Non ci sarebbero elementi sufficienti per ritenere che l’omofobia sia tra le ragioni che hanno spinto il ragazzo a togliersi la vita. Ma si apre un fascicolo per istigazione al suicidio.

Il pm che segue le indagini sul suicidio di Andrea, "il ragazzo dai pantaloni rosa" che si è impiccato nella sua casa romana lo scorso 20 novembre, ipotizza ora il reato di "istigazione al suicidio", anche se al momento non ci sono indagati.

Gli investigatori, in ogni caso, avrebbero abbandonato, almeno per il momento, l’omofobia tra le cause della tragica decisione di Andrea perché, secondo il Messaggero, né il PM Polifemo né il suo aggiunto Laviani ritengono di aver trovato elementi  a sostegno di questa teoria.

La scorsa settimana ad essere ascoltato è stato il padre del ragazzo che, come spiega Sara Menafra sul Messaggero, ha spiegato ai PM che nessuno della famiglia di Andrea pensa che il quindicenne fosse gay e che non riesce a capire a fondo i motovi per cui suo figlio si è tolto la vita impiccandosi con una sciarpa.

Rimangono le testimonianze di familiari, amici e compagni di scuola del ragazzo, insieme a quella della madre secondo la quale Andrea sarebbe stato vittima di maltrattamenti all’interno della scuola Cavour dove era iscritto.

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