Andrew Scott, “si entra in un territorio pericoloso se si vieta agli attori etero di interpretare personaggi gay”

Il ruolo dell’attore può essere limitato dal suo orientamento sessuale? Andrew Scott ha le idee chiare.

42enne attore irlandese visto conosciuto ai più grazie all’iconico ruolo del Professor Moriarty nella serie televisiva Sherlock, Andrew Scott è tornato ad affrontare il ‘caso’ dei personaggi gay interpretati da attori eterosessuali, tanto in tv quanto al cinema. E viceversa.

Da sempre dichiaratamente omosessuale, Scott prenderà parte alla seconda stagione di “Fleabag” negli abiti di un prete cattolico. Intervistato dall’Huffington Post, Andrew si è detto preoccupato per la china presa ad Hollywood, perché il ruolo dell’attore non dovrebbe mai essere limitato dall’orientamento sessuale.

“Credo che sia pericoloso pensare che ci sia permesso interpretare solo quel che ci appartiene, e non parlo solo della nostra stessa sessualità ma anche della nostra stessa nazionalità o identità, che ci sia permesso solo … rappresentare cose che fanno parte deella nostra esperienza. Quando vai a vedere uno spettacolo, sei elettrizzato dal fatto che qualcuno stia fingendo di essere qualcun altro, questa è la magia. Altrimenti è solo una forma di televisione realistica ben realizzata. Penso che la gioia della narrazione sia che “questo non è reale”, è qualcosa che amiamo da quando siamo bambini, amiamo la trasformazione, e penso che sia molto importante non parlare di sessualità quando si parla di casting. Penso che dobbiamo guardare ogni situazione individuale e assicurarci che tutti abbiano la possibilità di interpretare tutte le diverse parti. Penso che percorrere la strada del ‘una persona è quella e quello deve fare’, sia pericoloso.”

Dibattito sempre più acceso e attuale, alimentato mesi fa da Darren Criss, che ha annunciato, in quanto eterosessuale, di non voler più ‘rubare’ parti gay ai colleghi omosessuali.