Anthony Avalos, la sorellina di 8 anni svela le torture inflitte da madre e patrigno (perché gay)

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Il processo nei confronti dei genitori conferma le inimmaginabili torture subite dal piccolo Anthony Avalos, ucciso solo perché gay.

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Ha commosso e sconvolto il mondo intero la morte di Anthony Avalos, avvenuta il 20 giugno scorso, bimbo di 10 anni torturato e ucciso dalla madre e dal patrigno dopo aver rivelato loro di essere attratto dai maschietti.

La madre Heather Barron e il patrigno, Kareem Leiva, sono stati arrestati e rischiano l’ergastolo. A rivelare quanto avvenuto in quei giorni, la sorellina di 8 anni di Anthony.

Una mattina si è svegliato e … si stava comportando in modo un po’ strano. Mia madre disse che sarebbero andati in ospedale, mentre Anthony disse che voleva dormire. Mia madre lo ha lasciato dormire un po’, e quando si è svegliato ha detto che non respirava più. La sera Kareem lo aveva preso dalle ascelle e l’aveva lasciato cadere sul pavimento. Per circa 10 volte”.

Il processo, iniziato ufficialmente, ha confermato le torture a cui il piccolo è stato sottoposto. Il corpo del bimbo era ricoperto di lividi e bruciature di sigaretta. C’erano ferite sui fianchi, sulle braccia, sui piedi. Jonathan Hatami, procuratore distrettuale, ha affermato che mamma e patrigno avrebbero picchiato il bimbo con pugni, cinture e addirittura un tubo. Non contenti, l’avrebbero costretto ad inginocchiarsi sul riso, obbligandolo a tenere per ore e ore pesanti libri sulla testa. Per giorni Anthony sarebbe stato rinchiuso in camera, senza acqua ne’ cibo. Una settimana di sevizie indicibili e inimmaginabili, per un bimbo di 10 anni, con la sorellina piccola testimone chiave dell’accusa. La bambina sarebbe stata incaricata di far sparire il riso, pregno di sangue, che aveva martoriato le ginocchia del fratellino.

I servizi sociali avrebbero ricevuto ben 16 chiamate, riguardanti gli abusi perpetrati da Barron e Leiva nei confronti dei tre figli, ma non sono mai intervenuti in maniera decisa.

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