Carcere a vita per il serial killer di Grindr: è arrivata la sentenza definitiva

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Aveva un fetish per i ragazzi svenuti: abbandonava i loro corpi, facendo ipotizzare dei suicidi.

stephen port killer gay
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Stephen Port è stato condannato a 2 ergastoli per aver ucciso quattro uomini incontrati sulle app di incontri, più altri 10 anni per aver somministrato droga alle persone che ha poi ucciso.

L’uomo aveva 4 accuse di omicidio, 7 accuse di violenza sessuale, 4 di aggressione con penetrazione sessuale e 10 di somministrazione intenzionale di droghe. Ha ucciso quattro ragazzi somministrandogli dosi letali di GHB, la cosiddetta “droga da stupro”.

Port drogava le vittime perché, stando a quanto riportato dall’accusa, aveva un feticismo per gli uomini svenuti: ““si tratta di un uomo che raggiungeva la sua soddisfazione sessuale attraverso la violenza su uomini non coscienti che erano stati invitati nel suo appartamento”.

L’uomo, che aveva 18 differenti profili su siti e app di incontri, avrebbe inoltre girato dei video durante gli incontri: le vittime erano tutte molto giovani, con età compresa tra i 20 e i 25 anni. Inizialmente la polizia non collegò le misteriose scomparse: infatti Port abbandonava i cadaveri a pochi centinaia di metri dal suo appartamento, lasciando ipotizzare dei suicidi. Fu il sito LGBT PinkNews a ipotizzare un macabro legame tra le morti.

La condanna non è stata ancora resa nota: l’uomo si dichiarava innocente di tutte le accuse avanzategli.

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