L’appello di Michel e Silviu: “Facilitate le unioni civili per stranieri”

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Silviu è rumeno e il suo stato non prevede regolamentazioni per le unioni civili. Concederà il nulla osta per celebrarla in Italia? La questione è spinosa.

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Michel (“è alla francese, ma sono italiano”) e Silviu stanno insieme da quasi sei anni e vivono a Camponogara, in provincia di Venezia. “Abbiamo comprato casa da un anno e siamo tanto felici“, ci rivela Michel. “Nutriamo tante passioni separatamente, ma una, la più importante, ci lega maggiormente: gli animali. Abbiamo una specie di fattoria in miniatura in casa: 3 cani, 3 gatti, 4 bengalini, 6 cocorite, 15 pesci tropicali e la prossima settimana ci arriveranno 2 kakariki“.

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Michel è nato a Rovigo, mentre Silviu è originario della Romania, uno dei pochi paesi dell’Unione Europea a non prevedere alcun tipo di regolamentazione sulle unioni tra persone dello stesso sesso. I ragazzi non vedono l’ora di poter vedere riconosciuto il loro amore, come tutte le coppie che in queste settimane stanno facendo l’ultimo sforzo: aspettare l’emanazione definitiva da parte del Presidente del Consiglio del decreto ponte, che consentirà (e obbligherà) i comuni a procedere con le “dichiarazioni”. “Ogni giorno, quando ci pensiamo, ci vengono i brividi: non vediamo veramente l’ora. Vorremmo sposarci a giugno 2017. Abbiamo già prenotato catering, fotografia, vestiti e una villa principesca con laghetto e piscina.Comune o non comune noi la celebrazione la faremo comunque, ormai la data è certa. Poi tanti fiori, tanti amici e un sentimento grande: l’amore che ci legherà per sempre“.

Michel e Silviu però hanno un problema in più: Silviu non ha la cittadinanza italiana, solo un permesso di soggiorno a tempo indeterminato, ed è quindi a tutti gli effetti un cittadino straniero: “Vorremmo richiederla ma attualmente il consolato è in ferie. È necessario l’atto di nascita, che va tradotto e vidimato dal consolato. Occorre comunque molto tempo”, ci ricorda Michel. Il decreto ponte per ora è piuttosto chiaro sulle unioni civili con stranieri: è necessaria una dichiarazione dell’autorità competente del proprio Paese dalla quale risulti che, giusta le leggi cui è sottoposto, nulla osta nell’unione civile ( > qui per visionare l’estratto del decreto ponte sulle unioni civili).

La questione è spinosa, poiché potrebbe essere davvero limitante nei confronti di quegli omosessuali che vivono in Paesi non così inclini ad accettare che un proprio cittadino si unisca civilmente con una persona dello stesso sesso, o dove la regolamentazione sulla questione è totalmente assente: come ricorda il nostro giurista Angelo Schillaci, “ciò potrebbe creare problemi agli stranieri provenienti da paesi nei quali le unioni omosessuali non siano riconosciute, o peggio nei quali l’omosessualità sia repressa penalmente. Meglio sarebbe stato limitarsi a prevedere una attestazione di stato libero, o inserire una clausola di salvaguardia per questi casi” (> qui per leggere le considerazioni sul decreto ponte).

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C’è un vero e proprio deficit in questo senso: informandomi ho conosciuto un’altra coppia composta da un romano e un bulgaro e hanno lo stesso problema. L’attestazione di stato libero non basta, serve un nulla osta per l’unione civile vero e proprio. Ma in rumeno non esiste nemmeno una parola traducibile come ‘omosessualità’, figuriamoci…“. Michel ci ha raccontato come si stanno muovendo per cercare di capire qualcosa, ma quello che incontrano sono difficoltà, scartoffie burocratiche, attese. “Per il nulla osta per il matrimonio serve anche il documento del coniuge. Abbiamo avuto contatti con l’Ambasciata rumena a Roma, ma ci hanno detto che dobbiamo far riferimento al consolato di Trieste. Ora sono in vacanza, ma al telefono ci hanno detto distrattamente che dovrebbero rilasciarlo. Peccato che nonostante avessimo chiarito di essere due uomini, nelle mail di risposta c’era scritto ‘gentile signore/a’. Spero fosse solo una risposta automatica“.

Abbiamo chiesto ad Angelo Schillaci cosa pensa della vicenda: “È auspicabile che in sede di decreti legislativi, previsti dal comma 28, lett. a) e b), venga introdotta una deroga alla regola del nulla osta a favore degli stranieri provenienti da paesi in cui non sia possibile contrarre matrimoni o unioni civili con una persone dello stesso sesso. Ad esempio, si potrebbe prevedere per gli stranieri in questa situazione un’attestazione di stato libero. È infatti necessario non soltanto considerare la tutela dei diritti dello straniero, ma anche la piena protezione del diritto del cittadino italiano di unirsi civilmente con chi desideri. Si ricordi che la Corte Costituzionale, con la sentenza 245 del 2011, ha dichiarato l’incostituzionalità del divieto di matrimonio con stranieri irregolarmente soggiornanti, anche per dare protezione al diritto del cittadino italiano di sposarsi con chi vuole”.

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In copertina: foto di Anna Pierobon

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