Approvata la legge contro le discriminazioni gay nella P.A.

Grazie a una nuova legge è vietato qualsiasi tipo di discriminazione nella Pubblica Amministrazione. L’articolo 21 del testo tutela le persone omosessuali nei luoghi di lavoro pubblici.

«È legge il collegato lavoro», lo rende noto l’avvocato di Rete Lenford Antonio Rotelli. «È introdotto presso le pubbliche amministrazioni il divieto di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro».

«Da quando entrerà in vigore con la pubblicazione in gazzetta ufficiale – spiega Rotelli -, si potrà far conto anche sull’articolo 21 di questa nuova legge per difendere le persone omosessuali dalla discriminazione nei luoghi di lavoro pubblici»

«Secondo il nuovo testo di legge le pubbliche amministrazioni devono garantire: "parità e pari opportunità tra uomini e donne, nonché l’assenza di ogni forma di discriminazione, anche in base all’orientamento sessuale del lavoratore, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro"»

Nella lettera c, sempre dell’articolo 21, viene introdotto presso le pubbliche amministrazioni «il "Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni", che sostituisce, unificando le relative competenze, i Comitati per le Pari opportunità e i Comitati paritetici per il fenomeno del mobbing. »

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«C’è delusione invece – conclude l’avvocato –  per le modifiche che il testo della nuova legge apporta ai diritti dei lavoratori, soprattutto nell’ambito del diritto processuale del lavoro essendo stati introdotti criteri che rischiano di rendere difficile se non impossibile il ricorso al giudice –introducendo un arbitrato che può considerarsi obbligatorio-, ed essendo stati ridotti i tempi per agire in giudizio per diverse tipologie contrattuali. Infine, avendo introdotto quella brutta disposizione che consente di assolvere l’obbligo scolastico sostituendolo con l’apprendistato.»