Arabia Saudita: arrestati decine di omosessuali

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Petrolio tanto, ma ben poca libertà e rispetto dei diritti umani. Nel paese arabo dove alle donne ancora neanche è concesso di guidare l’auto si susseguono gli arresti...

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RIYADH – Operazione di polizia nella città di Jizan, in Arabia Saudita, dove circa 400 uomini erano intervenuti a un evento gay. Lo riporta il quotidiano saudita Al-Watan, secondo il quale in un primo momento ben 250 persone sono state fermate dalla polizia perché “si stavano comportando da donne” durante una party organizzato per festeggiare un “matrimonio” tra due uomini. Tra i presenti sembra ci fosse chi stava masticando del ‘qat’, un narcotico il cui uso è largamente diffuso nel vicino Yemen. Successivamente sono stati in gran parte rilasciati tranne una ventina, per i quali il fermo è stato tramutato in arresto. Dal momento che in quel paese essere omosessuali è ancora un crimine per gli arrestati si aprono prospettive drammatiche, che vanno da anni in prigione e frustate in pubblico, fino alla pena di morte.
Gli arresti per questi motivi sono ancora molto frequenti nel ricco paese produttore di petrolio. Nel mese di aprile una Corte aveva condannato due cittadini sauditi, uno yemenita e un giordano a due anni di galera e duemila frustate dopo che i quattro erano stati portati via durante quello che la polizia aveva definito una festa gay. Nel maggio 2005 il sito d’informazione Al-Wifaq aveva riportato la notizia dell’arresto di 92 uomini, incarcerati perché “devianti” e un altro centinaio era stato arrestato pochi mesi prima sempre con l’accusa di aver presenziato ad una festa per un “matrimonio” omosessuale. L’omosessualità è ancora una cosa per la quale si può essere condannati alla pena capitale in Arabia Saudita, secondo i dettami della sharia. Nonostante le tante e ripetute critiche delle organizzazioni per i diritti umani le autorità saudite si giustificano con motivazioni legate alla religione islamica, dalla quale deriva il codice penale. Peraltro tutte le attività sessuali che avvengano al di fuori del matrimonio tradizionale, anche se tra adulti consenzienti, sono reato. Ma per i condannati per il reato di sodomia le pene sono particolarmente pesanti e possono includere torture, amputamento degli arti e, come detto, anche la decapitazione.
(Roberto Taddeucci)

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