Arabia Saudita, cinque uomini decapitati perché omosessuali

37 uomini sono stati condannati a morte in Arabia Saudita. 5 di questi erano omosessuali.

Hanno creato sdegno in tutto il mondo le 37 esecuzioni di condanne a morte avvenute in Arabia Saudita la scorsa settimana. Persone condannate per crimini legati al terrorismo, si era detto inizialmente.

Peccato che cinque di quegli uomini siano stati decapitati perché omosessuali, per volontà del tribunale della Sharia. Secondo molti gruppi per i diritti umani, compreso Amnesty International, alcune confessioni di terrorismo e spionaggio sarebbero state ‘strappate’ con la forza, con la tortura. Non a caso uno di quei cinque uomini ha ammesso di aver fatto sesso con 4 dei presunti terroristi, insieme a lui accusati e poi condannati.

L’omosessualità in Arabia Saudita è punibile con la morte, e secondo alcuni documenti ottenuti dalla CNN l’uomo avrebbe confessato di aver commesso atti omosessuali, nonché di odiare la maggioranza della comunità sciita, perseguitata dal regime e concentrata nella provincia orientale del Paese. In 4 mesi appena, in Arabia Saudita sono state eseguite 104 esecuzioni di condanne a morte, contro le 149 totali del 2018.

Le esecuzioni sono state eseguite nelle città di Riyad, Mecca e Medina. Ad uno degli uomini hanno inchiodato la testa, mozzata, su un palo, in una piazza pubblica.

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