Arcigay, 54.000 firme contro il testo sull’omofobia

L’associazione, che aveva lanciato la petizione insieme alla campagna “Spegniamo l’odio”, ha presentato le firme chiedendo ai senatori di eliminare gli emendamenti che lasciano impuniti gli omofobi.

E’ stato presentato oggi alla Camera dei Deputati il risultato della petizione lanciata da Arcigay con la quale si chiede ai senatori della commissione Giustizia, presso cui si trova il testo delle legge contro l’omofobia, di eliminare gli emendamenti introdotti alla Camera che ne limitano il campo d’azione appellandosi alla libertà di pensiero. La petizione che ha raccolto 54 mila firme, si associa alla campagna “spegniamo l’odio” lanciata lo scorso dicembre che si basa su un video, finanziato dal Progetto LGBT del Consiglio d’Europa in cui vengono raccolte frasi omofobe pronunciate da politici e religiosi “un atto d’accusa – spiega l’associazione – nei confronti dell’omotransfobia istituzionale italiana e responsabilizza chi le pronuncia del clima di violenza sempre più allarmante che si riscontra nel nostro Paese”.

“Siamo i primi a difendere la libertà di pensiero – spiegano i firmatari della petizione -, che riteniamo preziosa e intoccabile, principio fondamentale di ogni paese democratico, libertà che la nostra Costituzione difende in maniera cristallina. Non possiamo accettare però che venga usata come scudo per nascondere la precisa volontà di impedire che anche in questo paese si inizi finalmente un’evoluzione culturale che porti alla fine dello stigma sociale e legalizzato che ancora pesa sulla vita delle persone gay, lesbiche e trans”.

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Quello che chiede la petizione, in sostanza, è che la legge che si approverà preveda per le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere le stesse pene previste per le altre fattispecie previste dalla legge Mancino.

Sin dalla sua approvazione alla Camera dei Deputati, le associazioni denunciano che gli emendamenti introdotti per volere dell’on. Gitti di Scelta Civica fanno sì che difficilmente un giudice potrà condannare qualcuno per omofobia dato che il testo fa salve le opinioni o le condotte “assunte all’interno di organizzazioni di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, ovvero di religione o di culto”.

Per i firmatari della petizione si tratta di “testo ambiguo e rappresentano da un lato un pericoloso ostacolo alla piena applicabilità della norma, e dall’altro un punto d’eccezione posto alle persone lgbt in una norma che da più di vent’anni, senza eccezioni di sorta, tutela le vittime dei cosiddetti crimini d’odio”. Un risultato che Arcigay giudica “politicamente inaccettabile”.

Infine, l’associazione chiede che nel testo attualmente in discussione, i termini “omofobia” e “transfobia” vengano sostituiti con espressioni riferite a “orientamento sessuale” e “identità di genere”, “termini – spiega Arcigay – che già compaiono nella nostra normativa e in trattati internazionali, molto meno ambigui e con una robustezza giuridica già consolidata”.

Ma si chiede anche un intervento normativo che permette di intervenire anche in termini di prevenzione dei reati contro le persone lgbt. “Per questo – si legge ancora nel testo della petizione – chiediamo che la legge intervenga anche in ambito sociale e culturale per prevenire l’omofobia e la transfobia con azioni che vadano ad incidere direttamente nei luoghi dove queste si formano, a partire dalle scuole e dai luoghi di lavoro“.

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