Arcigay compie trent’anni. Anzi, qualcuno in più

Al Cassero di Bologna è nata l’Arcigay che conosciamo oggi. Ma a Palermo nel 1980…

Arcigay compie trent’anni. Era il 3 marzo 1985 quando, al termine di un congresso che riunì a Bologna gran parte dei circoli omosessuali italiani, fu fondata l’associazione nazionale Arci-gay.

La sede scelta fu il Cassero di Porta Saragozza, dal 1982 già sede del Circolo di cultura omosessuale 28 giugno, prima associazione lgbt ad usufruire di uno spazio pubblico.

Oggi Flavio Romani, attuale presidente dell’associazione lgbt, celebra questo anniversario: “Arcigay è un capitolo importante della nostra storia nazionale”. In questi trent’anni – sottolinea il presidente – la comunità lgbt “è passata dalla condizione di invisibilità alla rivendicazione piena del proprio ruolo sociale”.

Se è vero che la politica latita e ancora mancano “leggi che parlino di persone omosessuali e transessuali” – ricorda Romani – “Oggi le persone lgbt possono contare sul sostegno di importanti pezzi del nostro Paese, dagli enti locali alle imprese, dalla scuola all’Università”.

Le fondamenta di Arcigay a Palermo

Se l’associazione nazionale che conosciamo oggi è stata fondata trent’anni fa a Bologna, le origini di Arcigay risalgono a qualche anno prima.

Era il 9 dicembre 1980 quando a Palermo nacque informalmente il primo circolo Arci-gay su idea del sacerdote cattolico Don Marco Bisceglia a seguito di un caso di cronaca nera. A Giarre, provincia di Catania, furono ritrovati i corpi senza vita di una giovane coppia di amanti noti come Giorgio e Toni: le indagini appurarono che a sparare alla coppia di giovani fu il nipote tredicenne di Toni, obbligato dai due a compiere tale gesto; l’unico modo per sottrarsi alla vergogna di essere omosessuali ed amarsi.

La strada per l’uguaglianza è ancora lunga ma, da allora, sono cambiate molte cose.