Arcigay: “Con studenti e professori per difendere la scuola pubblica”

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L'associazione aderisce allo sciopero contro la "Buona scuola". Firmate contro l'omofobia.

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Arcigay aderisce allo sciopero della scuola contro il disegno di legge noto come “La buona scuola”. Lo sciopero, in corso in queste ore in sette piazze d’Italia, è considerato la maggiore mobilitazione dei lavoratori della scuola e degli studenti dai tempi in cui ministro era Maria Stella Gelmini. “Sosteniamo le istanze delle lavoratrici, dei lavoratori della scuola, delle studentesse e degli studenti – spiega Flavio Romani, presidente di Arcigay -: come tutte e tutti loro siamo preoccupati che la scuola pubblica italiana, già vessata negli ultimi anni da pesanti tagli, venga ulteriormente indebolita e si trasformi in un luogo di competizione e disparità, come la riforma lo descrive, perdendo definitivamente la sua funzione fondamentale per il cambiamento e la crescita del nostro Paese”. Un sostegno alla scuola pubblica, quello della maggiore associazione lgbt italiana, dove venga garantito il diritto all’istruzione. “La scuola italiana ha bisogno senza dubbio di essere riformata – aggiunge Romani -: occorre intervenire con urgenza su tutti i fattori che determinano nel nostro paese una disparità di istruzione. Occorre parlare, perciò, di accesso all’istruzione, di abbandono scolastico e dei terribili deterrenti che l’ambiente scolastico produce, primo fra tutti il bullismo, spesso di origine omotransfobica”.

LA PETIZIONE CONTRO L’OMOFOBIA NELLE SCUOLE

Citando la Costituzione, Romani ricorda come la scuola pubblica dovrebbe rappresentare “il luogo privilegiato in cui riconoscere il diritto di tutti ad essere sostenuti nel cammino verso “il pieno sviluppo della persona umana”, attraverso la rimozione degli “ostacoli di ordine economico e sociale”, che limitano di fatto “la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”. “Proprio per questo – conclude -nelle scorse settimane le associazioni lgbt (A.ge.d.o.,Arcigay, Arcilesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Gay center) hanno promosso una petizione on line che ha già raccolto più di 23.000 firme, tra cui quelle di importanti esperti del settore e di sindaci come Luigi De Magistris e Giuliano Pisapia, e che chiede al premier interventi incisivi di contrasto al bullismo omotransfobico nelle scuole, innanzitutto attraverso la piena attuazione e il rafforzamento della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.

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