Arcigay espelle Marrazzo. Ma il tribunale ordina il reintegro.

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In seguito Marrazzo è stato reintegrato nell'associazione con lettera di scuse da parte di Arcigay.

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Aggiornamento dell’articolo
Si aggiorna l’articolo di seguito riportato con quanto definito dal Tribunale di Bologna e dal Consiglio Nazionale successivo.
Il Tribunale di Bologna con provvedimento del 16 agosto 2011, a seguito della richiesta di intervento di Marrazzo, ha reintegrato lo stesso in Arcigay, e successivamente il Consiglio Nazionale di Arcigay ha votato all’unanimità un documento di scusa verso Marrazzo, il quale ha rinunciato a qualsiasi azione risarcitoria nei confronti dell’associazione. Nel successivo congresso nazionale di Arcigay Marrazzo è stato eletto consigliere nazionale onorario.
Si è messa in questo modo la parola fine ad uno spiacevole episoodio.
*di seguito il precedente articolo*

Due soci storici sono stati espulsi per “gravi violazioni dello statuto”. Di quali violazioni si tratta?

Intanto premetto che è una vicenda dolorosa ma che era necessario venisse affrontata per rispetto delle regole e dei soci e della credibilità stessa di Arcigay. In buona sostanza abbiamo scoperto, come ammesso dagli stessi, che erano i fondatori di un’associazione di volontariato, denominata Gay Help Line Due, del tutto diversa dalla Gay Help Line nota come gestore del servizio telefonico e che è invece un’associazione temporanea di scopo. Tale Gay Help Line Due, sconosciuta ai soci ed alle socie, mantenuta nascosta ad Arcigay ed al Consiglio nazionale, è fatta solo da persone fisiche senza quindi essere un’associazione di governance; senza mandato democratico di nessuna assemblea dei soci romani, senza nessuna relazione statutaria con Arcigay Roma, ma capace però attraverso queste stesse un’associazione di persone fisiche, all’insaputa dei soci si intestava un bene percepito come di Arcigaypersone fisiche, tra cui Fabrizio Marrazzo (ormai ex presidente di Arcigay Roma, ndr), di intestarsi la sede di via Zabaglia che tutti hanno sempre ritenuto essere intestata ad Arcigay Roma. A nostro avviso le violazioni statutarie sono state molto gravi: violazione del principio di trasparenza, di lealtà, della circolazione delle informazioni, ma anche dei meccanismi di democrazia e di dibattito democratico. Che cosa sarebbe accaduto se un ignaro contendente alla presidenza romana avesse sconfitto Marrazzo in congresso? Si sarebbe potenzialmente trovato nella condizione di essere sbattuto fuori, dopo aver appreso che la sede di via Zabaglia non era di Arcigay. E che dire della biblioteca che pareva destinata ad Arcigay Roma e poi invece alla Gay Help Line, con tutto un notevole patrimonio archivistico e librario? A quale delle due Gay Help Line? Certamente alla “Due”, visto che l’altra, essendo associazione di scopo può gestire solo il servizio telefonico e niente altro. Come dire, ancora una volta, che un’associazione di persone fisiche, all’insaputa dei soci si intestava un bene percepito come di Arcigay. Perchè nascondere tutto questo? Le associazioni non possono essere gestite con logiche padronali.

Già dopo il Gay Pride 2009 l’allora presidente Mancuso chiese le dimissioni di Fabrizio Marrazzo. Quali sono le incompatibilità che si ripetono tra l’associazione nazionale e quella locale da lui guidata?
Le incompatibilità politiche ci sono sempre state a causa di una modalità aggressiva di interpretare il ruolo da parte di FabrizioLe incompatibilità politiche ci sono sempre state a causa di una modalità aggressiva di interpretare il ruolo da parte di Fabrizio. Invasiva rispetto a quelle competenze che sono, da Statuto, dell’Associazione nazionale, ma questo non ha niente a che vedere con l’attuale vicenda oggetto del provvedimento di revoca da socio e che invece si basa solo su riscontri concreti di gravi violazioni regolamentari

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Che fine farà la Gay Help Line? È un servizio destinato a chiudere o ci sarà qualcun altro che lo gestirà?
Nulla cambia rispetto alla sua operatività. Quel servizio afferisce ad una associazione temporanea di scopo di cui Arcgay Roma è capofila ma che è fatta anche da altre associazioni. Arcigay Roma continuerà ovviamente a lavorare, poichè la sorte di un’associazione non può e non deve mai dipendere da quelle di singoli dirigenti.

In segno di protesta se n’è andato da Arcigay Daniele Stoppello, l’avvocato delle cause omofobe nella capitale…

Ne sono addolorato, e Daniele ha la mia stima ed il mio rispetto. Tengo molto a sottolineare che in questa vicenda nessuna valutazione sulle persone, sui loro meriti e le loro biografie ha un senso. Qui si discute della necessità, almeno noi,di essere portatori di un principio di coerenza e serietà in un Paese dove tutti chiudono gli occhi su tutto.
Non sono le relazioni amicali o le convenienze politiche a poter giustificare la violazione di principi statutari che abbiamo il dovere di far rispettare. I dirigenti di Arcigay hanno una responsabilità verso i sogni e l’idealità delle persone lgbt.

Che rappresentanza ci sarà, adesso a Roma, di Arcigay? È il primo passo per spostare la sede nazionale da Bologna?
La sede legale è a Bologna. Arcigay aprirà una sede di rappresentanza nazionale a Roma dove continuerà evidentemente ad operare un Comitato provinciale che dovrà ridefinire le sue cariche sociali.

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