Arcigay, giudice reintegra Marrazzo, ma la querelle prosegue

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Arcigay Roma: "Il giudice ha reintegrato Fabrizio Marrazzo". Arcigay Nazionale però precisa: "Non si tratta di un provvedimento definitivo e la valutazione etica sulla persona resta la stessa".

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Aggiornamento dell’articolo
Si aggiorna l’articolo di seguito riportato con quanto definito dal Tribunale di Bologna e dal Consiglio Nazionale successivo.
Il Tribunale di Bologna con provvedimento del 16 agosto 2011, a seguito della richiesta di intervento di Marrazzo, ha reintegrato lo stesso in Arcigay, e successivamente il Consiglio Nazionale di Arcigay ha votato all’unanimità un documento di scusa verso Marrazzo, il quale ha rinunciato a qualsiasi azione risarcitoria nei confronti dell’associazione. Nel successivo congresso nazionale di Arcigay Marrazzo è stato eletto consigliere nazionale onorario.
Si è messa in questo modo la parola fine ad uno spiacevole episoodio.
*di seguito il precedente articolo*

 

Prosegue la querelle tra Arcigay Nazionale e Arcigay Roma. Quest’ultima ha fatto sapere che “il Tribunale civile di Bologna ha reintegrato Fabrizio Marrazzo” che a questo punto “torna socio e consigliere nazionale di Arcigay“. Il provvedimento voluto dalla dirigenza nazionale dell’associazione quando espulse l’allora presidente del circolo romano insieme al suo vicepresidente Alessandro Poto sarebbe così annullato. Eppure dall’associazione nazionale non sembrano pensarla così. Da Arcigay fanno sapere, infatti, che il “decreto di reintegro”, che quindi non è una sentenza, “non ha per nulla natura definitiva rispetto agli effetti del provvedimento di revoca della qualifica di socio”, effetti che – precisano – “sono solo sospesi in attesa di ulteriore giudizio della Magistratura”.

Se per il diretto interesato la decisione della magistratrura “fa finalmente chiarezza su questa pagina davvero triste per Arcigay tutta”, per l’associazione non finisce qua visto che la decisione sull’espulsione di uno dei soci più in vista fu presa “per motivi ritenuti gravi”. Diversa anche la valutazione dei risultati del circolo romano, una “una realtà solida sul territorio – per Marrazzo – che ha dialogato con la città e con le istituzioni in modo politicamente bipartisan e che e’ diventata un punto di riferimento per la comunità lesbica, gay e trans anche per l’eccellenza dei suoi servizi sociali”; una associazione parallela, invece, secondo Arcigay Nazionale che rispondeva a se stessa senza ormai più il criterio dell’appartenenza agli organi centrali.

Oltre a tutto questo, c’è però anche un risvolto penale. Marrazzo ha infatti rivelato che “due persone sono indagate dalla procura di Roma per false dichiarazioni e furto” a causa della “macchina del fango allestita e basata su dossier costruiti ad arte per mettere in cattiva luce molte persone”. Accuse che naturalmente dall’associazione nazionale respingono “stigmatizzando severamente i toni di sfida, le gravi affermazioni, e la minaccia di ulteriori azioni legali risarcitorie da parte del sig Marrazzo”.

Il caso Marrazzo è lontano dall’essere concluso.

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