Arcigay: i primi risultati dei congressi. Pochi i votanti

Prime votazioni in vista del congresso di febbraio. Delle due mozioni quella di Paolo Patanè ottiene 15 delegati, 9 la mozione di Enrico Fusco. Maria Luisa Mazzarella eletta vicepresidente a Napoli

Alla fine di questa prima tornata di congressi provinciali di Arcigay, i numeri parlano chiaro. Sui sei circoli che hanno già concluso i lavori, solo Napoli si è espresso a favore della mozione "Inarrestabile cambiamento", quella presentata da Enrico Fusco che, poche settimane fa, ha deciso di ritirare la propria candidatura alla presidenza dell’associazione.

E una sorpresa non da poco è arrivata dall’elezione del nuovo gruppo dirigente di Napoli: alla vicepresidenza del circolo partenopeo, da oggi, c’è Maria Luisa Mazzarella, la ragazza che venne aggredita lo scorso giugno per avere difeso un amico gay da un gruppo di teppisti durante una serata trascorsa in piazza Bellini e che nel congresso di venerdì è risultata la seconda degli eletti.

"Da allora Maria Luisa ha cominciato a frequentare la nostra associazione  – racconta Salvatore Simioli da poco ex presidente del circolo di Napoli e neo eletto delegato al congresso nazionale -. Ha fatto un bel percorso che l’ha portata a fare coming out e a diventare vicepresidente dell’associazione". Alla presidenza, invece, è stato eletto Fabrizio Sorbara che fino a ieri era responsabile dei giovani. "Una classe dirigente giovane e piena di energia – continua Simioli – che ha anche formato una squadra per candidare Napoli a sede del prossimo Pride. Un impegno importante, insieme a quello di far diventare l’associazione un movimento di massa e non un gruppo ristretto di soliti militanti. Il nuovo presidente conosce bene Napoli e la realtà locale, oltre a sapere parlare ai giovani".

Un dibattito vivace quello napoletano, nonostante i votanti siano stati appena 17. Al congresso sono intervenuti sia Enrico Fusco che Paolo Patané, ognuno per presentare le relative mozioni. "Nove delegati su nove sono favorevoli alla mozione ‘Inarrestabile cambiamento’  – spiega Simioli – anche perché contiene una battaglia storica del circolo napoletano che è quella relativa all’assegnazione di una quota degli introiti delle tessere direttamente ai circoli locali, senza che i fondi debbano confluire tutti alla sede nazionale per essere poi ridistribuiti in base a criteri opinabili. E’ insensato che chi ha fatto la tessera in una delle associaizoni affiliate, di fatto non contribuisca neanche con un euro alla vita del circolo che, poi, frequenta".  

A Catania, dove hanno votato 45 aventi diritto, ha vinto la mozione di Paolo Patanè "Essere futuro", una votazione senza grosse sorprese visto che il candidato è il presidente di quel circolo. Anche negli altri cinque circoli che hanno votato tra venerdì e sabato, il consenso è andato alla mozione del candidato Paolo Patanè. 

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"Sono soddisfatto, come candidato alla presidenza – spiega Paolo Patané, perché anche se tutto il direttivo napoletano è firmatario dell’altra mozione, la nostra ha ottenuto un riconoscimento in termini di voti che è un segnale incoraggiante. Naturalmente sono molto soddisfatto anche dei risultati degli altri congressi anche per la variegata dislocazione geografica dei circoli coinvolti. Senza trionfalismi, possiamo parlare di un buon inizio. E mi sento sereno anche rispetto ai congressi previsti da qui a prima di Natale. Non voglio parlare di ottimismo, ma di serenità sì".

Ma che succederebbe se al congresso nazionale risultasse vincente la mozione senza candidato? La situazione è un po’ confusa in merito, ma Patané ha provato a darci una risposta. "Arcigay non ha una tradizione di mozioni contrapposte, quindi questa situazione è bella perché crea confronto tra idee diverse, ma genera anche alcuni problemi mai affrontati. Certo è che se si accettassero candidature presentate durante il congresso, ovvero ben oltre il termine del 30 novembre previsto, sarebbe un inganno nei confronti dei soci politicamente, e forse anche statutariamente, inaccettabile"

In totale, dopo il congresso catanese, risultano eletti 24 delegati così distribuiti: 9 sono i delegati eletti a Napoli, 4 a Catania, 3 a Perugia (dove si svolgerà il congresso nazionale a febbraio) e infine 2 a Messina, Siracusa, Livorno e Trento.

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Prima della pausa natalizia, sono in programma altri nove congressi provinciali per un totale di ulteriori 24 delegati su un totale di 215, compresi i 19 delegati eletti dalle associazioni affiliate.