Arcigay: il grande inganno del Family Day

Si può cercare il bene delle famiglie cercando di impedire che vengano riconosciuti diritti a chi non ce l’ha? “Il Family Day sarà un grande inganno” per il presidente nazionale di Arcigay.

MILANO – Alla vigilia del Congresso nazionale che deciderà chi sarà il suo successore nell’incarico di Presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice (nella foto) non ha paura di dire quello che in tanti pensano ma che, soprattutto nelle televisioni italiane, non è consentito dire: «Il Family Day sarà un grande inganno con cui si strumentalizzerà l’amore di tanti italiani per le loro famiglie, al fine di negare diritti concreti all’amore di altre persone e di altre famiglie». Per Lo Giudice «L’operazione del cosiddetto Family Day, costruito a tavolino dai gerarchi vaticani, rappresenta un grande inganno, soprattutto per quelle centinaia di migliaia di persone che, in buona fede, convinti dal loro parroco o dal loro capo scout, andranno a Roma avendo a cuore il bene delle famiglie italiane e sabato sera saranno gettati sul tavolo delle trattative politiche per negare diritti concreti ad altre persone e ad altre famiglie. Lo scopo dissimulato ma vero del Family day è infatti quello di impedire al parlamento italiano di approvare una legge sulle unioni civili. Cioè di consentire anche alle persone che si amano ma non sono sposate di essere riconosciute come coppia nei momenti difficili della malattia, della morte, delle difficoltà economiche, dell’assistenza e della solidarietà sociale. Su tutto il resto – conclude Lo Giudice – siamo infatti d’accordo. Non c’è divisione nel paese sul sostegno alle famiglie sposate. La vera differenza passa tra chi vuole sostenere solo quelle e chi invece ha a cuore tutte le famiglie di tutti gli italiani.»

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Il 12° congresso nazionale di Arcigay è in programma dall’11 al 13 maggio a Milano. In un gesto di attenzione che sembra indicare che, se non altro, anche da parte dei nostri governanti c’è attenzione alle istanze di questo spaccato della popolazione italiana (un’attenzione che, ci pare, era totalmente assente nel precedente esecutivo) parteciperanno al Congresso le ministre dei Diritti e Pari opportunità Barbara Pollastrini e delle Politiche comunitarie Emma Bonino così come il ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Tra gli altri ospiti l’attrice Lella Costa, il Premio Nobel Dario Fo in collegamento telefonico, la sociologa della famiglia Chiara Saraceno, lo psicologo Vittorio Lingiardi, il presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all’Aids Massimo Oldrini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone e Raffaella Bolini della presidenza di Arci. Tra i politici attesi anche Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della Vedova (Riformatori Liberali).

Nei mesi scorsi nelle oltre cento sedi locali sparse in tutta Italia (43 comitati provinciali e 65 associazioni affiliate) si è svolto il dibatto pre-congressuale, per un totale di oltre 100 ore di discussione che hanno portato alla formulazione di decine gli ordini del giorno elaborati su temi diversi dai giovani alle donne, dalla salute, alla cultura. Al congresso parteciperanno duecento delegati che eleggeranno i nuovi vertici e approveranno le linee guida dell’attività dell’associazione. I due candidati alla presidenza sono Ezio Menzione. (RT)