Arcigay: il Ministero ostacola l’educazione

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Ci sono voluti undici mesi perché il Ministero dell'Istruzione autorizzasse il progetto Arcigay dei corsi di formazione degli insegnanti contro il bullismo omofobico. Troppo. Perché?

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BOLOGNA – Ci sono voluti undici mesi perché il MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica) autorizzasse il progetto Arcigay dei corsi di formazione degli insegnanti contro il bullismo omofobico.
Il provvedimento è giunto solo ora che l’anno scolastico è ormai agli sgoccioli e l’autorizzazione è pressoché inutilizzabile. Ciò non ha impedito che Arcigay conducesse comunque, là dove possibile, ad esempio a Bologna, iniziative di formazione per gli insegnanti e il personale dirigente della scuola.
Difficile però credere che il “contrattempo” sia dipeso da motivi puramente tecnici. «I segnali che abbiamo ricevuto sin dall’inizio – spiega Luigi Valeri, Responsabile nazionale Scuola e Comunicazione Arcigay – ci hanno indotto a ritenere che qualcuno abbia volutamente cercato di intralciare un progetto formativo di alto profilo e rigore scientifico e formalmente ineccepibile».
«Noi abbiamo presentato domanda entro i termini regolari, 31 marzo 2002. Normalmente i progetti vengono approvati entro l’estate, ma per i nostri corsi di formazione non è stato così. Ci sono volute una dozzina di telefonate, una lettera raccomandata e diverse azioni di pressione sul sottosegretario competente, Valentina Aprea, e su alti dirigenti del Ministero perché si arrivasse al risultato».
«Chiederemo il rinnovo dell’autorizzazione per l’anno scolastico venturo: in questi 11 mesi il MIUR ha avuto tutto il tempo necessario per approfondire il nostro progetto di formazione. Il rinnovo dell’autorizzazione dello stesso non potrebbe giustificare ulteriori ritardi. Nel frattempo tutti i nostri circoli possono comunque ricorrere all’autorizzazione ottenuta per promuovere i corsi di formazione contro l’omofobia nelle scuole delle loro città».

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