Argentina: la Camera approva le nozze e le adozioni gay

Storico voto a Buenos Aires: per la prima volta un’ala di un parlamento sudamericano vota e approva un testo che legalizza i matrimoni gay e le adozioni. Adesso il testo passa al Senato.

126 voti a favore, 106 contrari e 12 ore di dibattito. Con questi numeri la Camera dei Deputati argentina ha approvato la legge che permette alle coppie gay e lesbiche di sposarsi e di adottare figli. Il testo passa adesso all’esame del Senato. E se da un lato i vertici degli schieramenti hanno lasciato piena libertà di coscienza ai loro parlamentari, il voto sulle nozze e delle adozioni gay è stato la dimostrazione delle profonde spaccature presenti sia nella maggioranza che nell’opposizione. 

In realtà, la legge non fa altro che regolamentare una situazione lasciata finora alle sentenze dei tribunali. In più di un caso, infatti, sono stati dei giudici a permettere a delle coppie gay e lesbiche di sposarsi. In più, secondo i promotori della legge, sono "centinaia" i bambini che vivono già in famiglie omogenitoriali. Immancabile, la presa di posizione della Chiesa cattolica che per bocca del vescovo vicario di La Plata Antonio Martino, prima del voto di oggi, aveva ricordato ad un gruppo di parlamentari convocati per l’occasione che "il valore del matrimonio eterosessuale non è negoziabile né equiparabile" ad altri tipi di unioni.

Se anche il senato si esprimerà positivamente, sarà la prima volta che un parlamento sudamericano discute e approva una legge che riconosce le unioni omosessuali e soprattutto le adozioni. Un fatto che sicuramente passerà alla storia dell’America Latina, anche se alcuni governi locali, parte di stati federali (come nel caso di Città del Messico), o alcuni paesi come l’Uruguay i diritti delle coppie gay avevano già trovato un qualche riconoscimento.

La maggioranza che ha approvato il provvedimento ha visto il contributo di parlamentari di destra e di sinistra, compreso quello di Nestor Kirchener, ex presidente e marito dell’attuale presidente, Cristina. Il testo è composto da 43 articoli ognuno dei quali modifica in parti diverse il codice civile attualmente in vigore e rivisita il concetto di coniuge sostituendo "uomo" e "donna" con "contraente".  Monsignor Matino, alla notizia dell’approvazione ha parlato di "passo avanti molto grave" . "Il matrimonio fra persone dello stesso sesso non costituisce nessun progresso e invece va a modificare in modo rivoluzionario il concetto di società e di famiglia – ha dichiarato il vescovo argentino -. Si tratta di una rivoluzione concettuale e culturale con la quale la Chiesa è in disaccordo. La cosa più grave è che le coppie gay possano adottare figli".