Arrestato a Cuba il violento leader dell’omofoba Occupy Pedophilia

Era scappato per sfuggire ad un mandato di cattura per estremismo e pensava di essere al sicuro sull’isola, ma Maxim Martsinkevich, colpevole di molte aggressioni contro giovani gay, è stato arrestato

E’ stato arrestato a Cuba, dove si era rifugiato da tempo, il capo dell’organizzazione russa “Occupy pedophilia” che aggrediva gay e li torturava, vantandosi poi delle sue gesta sui social network, con tanto di riprese video delle aggressioni.

Maxim Martsinkevich , meglio noto con il nick Tesak o Machete, era ricercato per estremismo da diversi mesi e lo scorso gennaio aveva dichiarato che il mandato di cattura contro di lui era stato orchestrato dalla “lobby pedofila” e che per questo non intendeva tornare in Russia da cui era scappato passando da Kiev e Francoforte.

Qualche giorno dopo, era stato lui stesso a raccontare, dalle pagine del suo blog, di essersi rifugiato a Cuba.

Martsinkevich è responsabile di numerose aggressioni ai danni di ragazzi gay. I militanti della sua organizzazione, adescavano ragazzi e uomini gay, li portavano in appartamenti e li torturavano, filmando tutto. Spesso, le aggressioni avvenivano in luoghi pubblici e all’aperto senza che nessuno intervenisse mai in soccorso della vittima. Il video qui di seguito mostra la crudeltà di una delle aggressioni perpetrate dal gruppo “Occupy Pedophilia”.