ARRIVA IL PRIDE DEL SUD

La sfilata gay di Catania. Tra feste e polemiche, richieste di divieto (un consigliere del Ccd bolla l’evento come ‘puro esibizionismo’ e ne chiede la cancellazione) e adesioni politiche.

CATANIA – Parte domani la sfilata del "Pride del Sud", come è stata definita la manifestazione che già da qualche anno si svolge a Catania in occasione del mese dell’orgoglio omosessuale. E, naturalmente, le polemiche non mancano. Un consigliere comunale della città ha chiesto al questore di vietare la sfilata che definisce "puro esibizionismo". Gli ha risposto, da Milano, il Centro studi teologici: "Non è un atteggiamento ispirato all’ amore evangelico né può dirsi cristiano" e ipotizza lo sciopero fiscale per gay e lesbiche. E intanto la federazione catanese dei Comunisti italiani e la Fgci (Federazione giovani comunisti italiani) hanno fatto sapere che saranno presenti, con i loro militanti e le loro bandiere, mentre il Coordinamento Omosessuali dei Democratici di Sinistra della Regione Sicilia ha presentato un documento di adesione ricco di proposte e lanciato la candidatura di Siracusa a sede del Pride nazionale 2004.

Il corteo di domani, 28 giugno, partirà da piazza Cavour, luogo del concentramento, alle ore 17.30, e sarà, secondo gli organizzatori "un corteo pieno di musica, realtà e sorprese, una grande opportunità per manifestare e difendere i diritti e la dignità di tutte/i". Il corteo sfilerà lungo via Etnea, principale arteria nel cuore della città, mentre la festa di chiusura sarà, a partire dalle 20,30 al csa Auro, via S.M. del Rosario 30. Per concludere a Le Capannine, viale Kennedy, lidi Playa, dalle ore 23.30 "BalliBelli" festa no-stop.

Tutto allegria e divertimento? Non proprio. Ci ha pensato infatti il consigliere Marco Consoli dei Ccd a scatenare le solite polemiche: secondo lui, il Pride è una manifestazione di "puro esibizionismo" e come tale va vietata. La posizione è stata duramente criticata dal Centro studi, che ha reso noto di aver inviato al proprio ufficio legale alla Commissione europea di Bruxelles le affermazioni, comparse su alcuni organi di stampa, del consigliere Marco Consoli: "L’atteggiamento del consigliere – scrive il Centro studi – contraddice ogni principio dell’amore evangelico verso chi è da secoli oppresso da pregiudizi ed ostracismi e da giudizi dettati più dal moralismo che dalla vera comprensione che Cristo non ha mai negato a nessuno".

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"Abbiamo parlato al telefono con l’arcivescovo di Catania, Luigi Bommarito – affermano ancora da Milano – che ci ha confermato di condividere le nostre posizioni". I teologi hanno annunciato la stesura di un documento sottoscritto dai gruppi giovanili cristiani di ogni fede, "perché alle persone omosessuali siano riconosciute le persecuzioni operate dalle chiese in tanti secoli". Il Centro studi critica anche il Comune di Catania per l’assenza di una presa di posizione della giunta che accordi ai gay gli spazi pubblici e afferma che "gay e lesbiche hanno il diritto di non pagare più le tasse comunali poiché non sono garantiti nei loro diritti fondamentali al pari di tutti gli altri cittadini".

Marco Consoli ha poi risposto alle affermazioni di Maeplli: «trovo stucchevole che un centro studi centro come quello dei teologi di Milano, strumentalizzi le mie dichiarazioni per estorcere alla Chiesa un sostegno e quasi una benedizione per il Gay pride». «Il centro – aggiunge – rappresenta una piccola goccia nell’ oceano. Tutti sanno quali sono le posizioni della Chiesa cattolica sul fronte della battaglie omosessuali: assoluto rispetto per gli omosessuali in quanto persone ma assoluta intollerenza verso certe loro richieste come matrimoni civili ed adozioni».

«Posso dichiarare – sottolinea Consoli – a gran voce che le mie reazioni al Gay pride non sono indice di un oscurantismo totale ed ideologico ma in linea con le idee della Chiesa cattolica. Una voce assolutamente fuori dal coro e’ quello del centro studi che verso di me ha utilizzato delle parole pesanti delle quali mi auguro conoscano il significato».

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Il Coordinamento Omosessuali dei Democratici di Sinistra della Regione Sicilia aderisce alla manifestazione, pubblicando un documento programmatico in cui si sollecita il Governo ad affrettarsi a rispettare le raccomandazioni che il Consiglio Europeo ha rivolto ai paesi membri in tema di lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale: "In realtà – scrive il Cods Sicilia – l’Italia soffre dell’annoso problema, quello di uno Stato che non riesce ad essere sufficientemente laico da poter garantire tutte e tutti i propri cittadini prescindendo dal credo religioso".

Concretamente il Cods propone nuove norme in materia di diritti delle persone transessuali e una grande campagna di educazione sessuale: "Bisogna riaprire il dialogo con le persone transessuali che va oltre alla legge 164 dell’1982 per sentire dai diretti protagonisti quali sono le nuove domande – scrivono nel documento – E’ anche importante una seria campagna d’educazione sessuale, senza falsi pudori e libera da tabù, che analizzi con professionalità e serietà i diversi orientamenti sessuali dei giovani per indirizzarli verso una piena e consapevole vita sessuale felice e priva d’obblighi, se non quelli della prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse".

Infine da Siracusa, sede di un circolo Arcigay particolarmente attivo grazie al suo giovane e intraprendente presidente Salvo La Rosa (foto), il Cods Sicilia lancia la candidatura della città come sede del Pride nazionale del 2004: "A Siracusa la situazione è in continua evoluzione anche se resiste un certo pregiudizio, ma la città è pronta – da detto Agata Ruscica, responsabile regionale del Cods – e può dunque candidarsi a ospitare il Gay pride nazionale del 2004 che l’anno scorso si è svolto a Milano, quest’anno a Padova e l’anno prossimo a Bari. Si tratta di una manifestazione di forte richiamo che coinvolge migliaia di persone, la cui presenza in città costituisce anche un sicuro ritorno economico per gli operatori commerciali e per gli albergatori del capoluogo".

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Al Pride catanese parteciperà anche Piero Montana, consulente per il sindaco di Bagheria (Palermo) per la realtà omosessuale, unica carica del genere esistente in Italia. Montana partecipa in rappresentanza istituzionale del comune di Bagheria che ha aderito ufficialmente alla manifestazione catanese; il suo assessore alle pari opportunità Maria Concetta Balistreri, oltre a fare affiggere in città manifesti che sollecitano alla partecipazione alla sfilata, ha più volte reso pubblici documenti di pieno appoggio all’iniziativa e ai diritti delle persone omosessuali.